15 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Chirurgia vitreoretinica

Ecco la retina artificiale che ridà la vista

All'ospedale San Raffaele di Milano, è stato installato un impianto di retina artificiale in una paziente non vedente. L'intervento unico in Italia

Installato la prima retina artificiale
Installato la prima retina artificiale Shutterstock

MILANO - Un intervento che probabilmente darà la speranza a molte persone affette da anomalie oftalmiche e gravi patologie oculari. A Milano, un team di specialisti, è infatti riuscito a installare il primo impianto di retina in una paziente non vedente di 50 anni. Il recupero della vista avverrà in maniera graduale ma l’intervento segna un grande passo avanti nella tecnologia medica e, in particolare, nella chirurgia vitreoretinica.

Al San Raffaele di Milano
L’intervento è stato eseguito grazie a una squadra di specialisti del San Raffaele di Milano che sono riusciti a impiantare ciò che viene definita una protesi sottoretinica. Si tratta, in sostanza, di un modello di retina artificiale che, grazie a un microchip, stimolerà gradualmente la retina consentendole di vedere nuovamente.

Chirurgia vitroretinica
Quello del San Raffaele è stato un intervento delicatissimo che ha necessitato di ampie competenze in chirurgia vitroretinica e oftalmoplastica. Il tutto è avvenuto grazie al coordinamento del professor Francesco Maria Bandello. Secondo quanto dichiarato dall’ospedale, il microchip è destinato a tutti quei pazienti che in età adulta hanno assistito a una perdita della vista, magari causata da gravi malattie genetiche dell’occhio. Tra queste la tanto temuta retinite pigmentosa. Dopo l’intervento il soggetto torna gradualmente ad avere la percezione della luce, di oggetti e delle sagome delle persone.

Un lungo intervento
Potrebbe sembrare banale e veloce l’inserimento di un microchip, invece la squadra di specialisti diretta da Marco Codenotti - responsabile del servizio di Chirurgia vitreoretinica del San Raffaele – ha impiegato ben quindi ore per portare a termine l’intervento. Ha partecipato anche il dottor Antonio Giordano Resti, responsabile del servizio di Chirurgia oftalmoplastica, per le operazioni riguardanti la zona extraoculare.

Impiantato in pochissimi pazienti
«Attualmente questo nuovo modello di protesi sottoretinica è stato impiantato solo in pochissimi pazienti ed esclusivamente in due centri europei. A seguito dell'intervento, ci aspettiamo nella nostra paziente una stimolazione retinica che gradualmente potrà portarla a reimparare a vedere», spiegano gli operatori sanitari.

Alta tecnologia
Il microchip utilizzato misura mediamente 3 millimetri ma è un vero e proprio prodotto di tecnologia considerando che al suo interno sono presenti circa 1.600 sensori. Per poterlo utilizzare deve essere inserito al di sotto della retina. In tale postazione fa sì che venga stimolato il circuito nervoso deputato alla trasmissione di informazioni tra cervello e occhio. In pratica il chip ha lo scopo di sostituire il lavoro delle cellule che ormai non sono più in grado di fare il proprio lavoro. L’intervento specialistico è stato reso possibile grazie a un finanziamento della Banca Mediolanum.