12 dicembre 2018
Aggiornato 12:30

Via libera al nuovo farmaci anti-cecità. La vera ideatrice fu Rita Levi Montalcini

Grazie ad anni di ricerca condotta da Rita Levi Montalcini finalmente molte persone eviteranno di perdere la vista utilizzando un semplice farmaco
Oxervate, il farmaco anti-cecità
Oxervate, il farmaco anti-cecità (Shutterstock.com)

Sono passati oltre trent’anni dall’idea ai fatti. E finalmente ora arriva il farmaco anti-cecità, la cui scoperta del principio attivo di base la si deve all’ex neurologa e senatrice a vita, Rita Levi Montalcini. Un medicinale che finalmente potrà ridare la speranza alle migliaia di persone che, a causa di malattie gravi, rischiano di non poter vedere mai più il mondo intorno a loro. L’ottima notizia è stata fornita recentemente dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Il medicinale sarà commercializzato con un nome abbastanza eloquente: Oxervate.

Un grande traguardo
Con il farmaco Oxervate la medicina ha finalmente raggiunto un traguardo molto importante reso possibile solo grazie agli studi condotto dalla neurologa Rita Levi Montalcini. Esso si basa sull’utilizzo di una particolarmente proteina, il cui costo relativo agli studi – durati circa trent’anni – si aggira intorno ai due miliardi di euro.

Il merito di Dompè
Il farmaco è stato interamente realizzato e messo in commercio grazie al Polo dell'Aquila della nota azienda farmaceutica, Dompé. Al momento si trova in vendita già in Germania ma presto anche gli italiani avranno a disposizione il medicinale anti-cecità. Ma non solo: è prevista una commercializzazione anche negli Stati Uniti d’America.

Cheratite neutrofica moderata
Il farmaco potrebbe salvare dalla cecità tutti i pazienti affetti da una patologia nota con il nome di cheratite neutrofica moderata. Si tratta di una patologia particolarmente grave che interessa la cornea la quale, gradualmente, impedisce la capacità visiva dell’occhio stesso. Secondo la scienza, la malattia verrebbe scatenata da un particolare danno al nervo trigemino che, giorno per giorno, provoca lesioni all’epitelio corneale. Ma può scatenare anche sintomi molto più gravi come la perforazione della cornea e lo sviluppo di ulcere.

Un semplice collirio
Altro lato estremamente positivo è il metodo di somministrazione del farmaco che non prevede la via sistemica, bensì quella locale. Oxervate, infatti, verrà utilizzato come un semplice collirio che fornirà una proteina indispensabile per la conservazione dell’integrità dell’organo.

Fattore di crescita nervoso
Grazie al collirio, l’occhio avrà a disposizione una versione del fattore di crescita nervoso o nerve growth factor (NGF). Tale molecola viene prodotta naturalmente dal corpo umano, tuttavia, per qualche strana ragione in alcuni soggetti viene rilasciata in quantità non sufficiente. D’altro canto, il collirio fornendo un sopporto a tale sostanza, può riparare i danni presenti nella cornea e bloccare il processo che induce la cecità. Infine, ricordiamo che risultati ottenuti in fase di studio sono stati sorprendenti: Oxervate ha indotto una completa guarigione della cornea nei pazienti trattati, dopo soli due mesi di trattamento.