22 ottobre 2018
Aggiornato 01:00

Retina artificiale per salvare la vista: a Milano dimissioni in 24 ore

Il quarto intervento per «ridare la vista ai ciechi» è stato effettuato a Milano. Dopo una riabilitazione il paziente vede di nuovo
La retina artificiale che dirà la vista
La retina artificiale che dirà la vista (Frogs Studio | Shutterstock)

MILANO - Ridare la vista ai ciechi non è solo un miracolo che è passato alla storia ma un importante traguardo ottenuto dalla moderna medicina. Ed è quello che è accaduto recentemente un paziente totalmente cieco: ha potuto vedere di nuovo grazie a un incredibile intervento effettuato a Milano, presso l’Ospedale San paolo. Ma non solo: appena ventiquattro ore dopo è potuto tornare a casa. Ecco i dettagli della vicenda.

Un sogno?
Un sogno di tanta gente che ha perso la vista: poter nuovamente vedere la luce dopo anni di buio. E grazie a una nuova tecnica chirurgica per l’impianto di retina artificiale Argus II, anche le persone cieche potranno nuovamente vedere. L’operazione viene eseguita in anestesia generale e dura circa novanta minuti, al massimo due ore. E il giorno successivo si possono ottenere le dimissioni.

Protesi retinica
Il delicato intervento consiste nell’applicazione di una protesi retinica che è in grado di sfruttare la stimolazione elettrica delle poche cellule rimaste ancora vitali. Grazie a questa le immagini acquisite dall’ambiente esterno per mezzo di una microcamera montata sugli occhiali del paziente, vengono tramesse – in modalità wireless – a una matrice di elettrodi impiantati nell’occhio.

La riabilitazione
«La prima fase di riabilitazione si svolge in Clinica, dove i pazienti, seguiti da un team di specialisti, apprendono informazioni di base per l’utilizzo e la gestione autonoma dell’impianto (campo visivo, posizione degli occhi, gestione dei filtri). Una volta acquisita dimestichezza con il dispositivo potranno esercitarsi all’esterno, insieme a un terapista che insegnerà loro ad integrare la nuova visione con i normali ausili per la mobilità», spiega il dottor Luca Rossetti.

E luce fu
La riabilitazione, della durata di alcune settimane, consente ai pazienti che avevano perso la vista di vedere le persone che si trovano di fronte a loro. L’immagine non è nitida ma si possono delineare i contorni e la forma di un volto umano. D’altro canto è possibile vedere gli oggetti che si trovano nella propria casa, localizzare posti liberi nei mezzi pubblici e riconoscere strisce pedonali o ostacoli quando ci si trova a passeggio. «Riuscire ad attraversare la strada identificando le strisce pedonali, leggere i cartelli, spostare un ostacolo che vedo davanti a me: queste sono state delle grandi vittorie. La riabilitazione è impegnativa ma i risultati sono emozionanti», ha raccontato un paziente. Al momento sono quattro le persone che hanno beneficiato dell’intervento grazie alla collaborazione – in termini finanziari – della Regione Lombardia e dell’Associazione Retinis Onlus, ma si spera che tutte le persone che hanno perso la vista possano trovare in questa nuova tecnica un’altra speranza.