16 agosto 2018
Aggiornato 06:00

Il peggior caso di meningite devasta la vita di una bimba di 12 mesi

Una bimba di soli 12 mesi contrae una forma gravissima di meningite, la C, ma sopravvive. Tuttavia, le hanno dovuto amputare braccia e gambe e forse rimarrà cieca e sorda
Neonata - Immagine rappresentativa
Neonata - Immagine rappresentativa (shutterstock.com)

REGNO UNITO – I medici l’hanno definito il peggior caso di meningite di ceppo C che abbiamo visto in 25 anni. E’ quello che ha colpito una bimba di soli 12 mesi, Kia Gott, di Wyke una cittadina che si trova tra Brighouse e Bradford (Uk). Lei, il settembre scorso, ha contratto un’infezione così grave che l’ha portata a un passo dalla morte ma, nonostante (e contro tutti i pronostici) sia sopravvissuta, questa malattia le ha lasciato gravissimi e indelebili segni. Ora, però, potrà tornare a finalmente a casa.

Ha pagato un altissimo prezzo
Quando alla piccola è stata diagnosticata la meningite da meningococco di tipo C – che si credeva non dovesse più colpire i neonati al di sotto dei 12 mesi – per i genitori Paul e Vikki Gott è stato un duro colpo. Anche perché i medici avevano dato loro poche speranze. Ricoverata inizialmente alla Leeds General Infirmary, la piccola Kia era poi stata trasferita alla Bradford Royal Infirmary, prima del suo ritorno a casa – che in un primo momento era previsto per Pasqua, come riportato dall’Examiner.

La piccola Kia Gott sulle pagine dell'Examiner
La piccola Kia Gott sulle pagine dell'Examiner (Examiner.co.uk)

La storia ha fatto il giro del mondo
Dopo che Kia è stata ricoverata in condizioni critiche, e che nonostante le previsioni è sopravvissuta, la notizia ha fatto il giro del mondo. Specie quando si è saputo che per salvarle la vita, i medici hanno dovuto amputarle gli arti. Poi, come se non bastasse, è stato ipotizzato che la bimba potrebbe anche perdere la vista e l’udito. Inoltre, potrebbe aver riportato gravi e permanenti danni al cervello. Ora, però, Kia potrebbe finalmente tornare a casa sua. «E’ estremamente emozionante – ha dichiarato la madre all’Examiner – perché pensavamo che questo giorno non sarebbe mai arrivato».