18 novembre 2019
Aggiornato 22:00
Giochi pericolosi

Non riusciva più a fare pipì, però non era una stenosi uretrale ma un qualcosa di molto più «sconcio»

Un uomo non riusciva a urinare e aveva emorragie continue. Dopo approfonditi esami in ospedale si è scoperta la causa, ma è stata una vera sorpresa

Difficoltà a urinare
Difficoltà a urinare Shutterstock

Un nuovo curioso caso riportato sul British Medical Journal racconta di un uomo che si è presentato in ospedale a causa di continue emorragie nel pene e per la difficoltà a urinare. Non confessando la verità ai medici, dopo una prima diagnosi di stenosi uretrale o restringimento dell’uretra – che si è poi rivelata errata – le cose sono via via peggiorate. Fino alla scoperta incredibile di quale era il vero motivo.

Cosa c’è nell’uretra?
L’uomo, di 55 anni, aveva anche lamentato di non riuscire più a masturbarsi da due mesi, per via del dolore e dei sanguinamenti. Forse questo ha insospettito i medici, nonostante «il paziente avesse negato qualsiasi storia di traumi locali, malattie sessualmente trasmesse, abuso di droghe o inserimento di corpi estranei», riporta il BMJ Case Report. Tuttavia, i medici non riuscivano a infilare un catetere per permettere all’uomo di urinare. Dopo essere stato mandato a sottoporsi a ulteriori approfonditi esami da un urologo della King George’s Medical University in India, i medici hanno utilizzato una microtelecamera per raggiungere l’uretra e osservare quale potesse essere il misterioso problema. Le immagini hanno rivelato qualcosa di molto curioso: nell’uretra c’era la punta di una penna a sfera. Questa si era deposita così in alto nel tessuto che spingeva sulla vescica.

La punta della penna trovata nell'uretra
La punta della penna trovata nell'uretra (BMJ)

La scoperta della verità
Dopo la scansione e l’aver scoperto la causa del problema, pare che l’uomo abbia confessato di aver usato una penna, infilata nel suo pene, per fare dell’autoerotismo o «gratificazione sessuale», come scrive il BMJ. Dopo la scoperta, i medici hanno rimosso la punta della penna passando attraverso il tessuto che circonda l’uretra, e l’uomo ha potuto nuovamente urinare, sebbene con l’aiuto di un catetere per due settimane. Dopo un mese circa è riuscito a fare pipì autonomamente.

Molti bizzarri casi
Nel rapporto pubblicato sul BMJ Case Report, il dottor Gaurav Garg, che si è occupato del caso, ha scritto che «Molti casi di corpo estraneo nell’uretra sono stati segnalati in precedenza. Questi includono aghi, spilli, punte di penna, bicchieri di plastica, semi di oliva e così via. Questi casi sono di solito associati con la vecchiaia, cattive condizioni mentali, intossicazione o stimolazione sessuale. I pazienti, di solito, presentano denunce di disuria [dolore quando si fa pipì], svuotamento difficile, ritenzione e dolore. La diagnosi errata circa i corpi estranei uretrali può essere catastrofica – prosegue Garg – in quanto conduce a una gestione inadeguata del problema e a una durata prolungata del trattamento».