17 ottobre 2019
Aggiornato 22:30
Interventi chirurgici

Ha un problema all’intestino ma il chirurgo le toglie le ovaie. E lei si suicida

Una donna lascia marito e figlio a causa di un intervento eseguito male che non ha fatto altro che causarle ulteriore dolore

Ha problemi all'intestino ma le tolgono le ovaie
Ha problemi all'intestino ma le tolgono le ovaie Shutterstock

Quando stiamo male ci vediamo costretti a rivolgerci a medici e ospedali. Nella maggior parte dei casi va tutto per il verso giusto, tuttavia non è poi così raro scontrarsi con errori o problemi di vario genere. Alcuni sono recuperabili, altri un po’ meno. Ed è questo il caso di una signora di 58 anni che si era recata in ospedale privato a causa di un problema intestinale. Il chirurgo, tuttavia, le ha anche tolto le ovaie, senza chiederle neppure il permesso. La povera donna non ha preso per niente bene l’accaduto e si è suicidata.

Una tragedia
Quello che ha colpito la famiglia di Lucinda Methuen-Campbell è una vera e propria tragedia. La donna, di 58 anni e residente a Three Crosses (Swansea, Galles) si è infatti tolta la vita dopo aver appreso che il chirurgo le ha rimosso le ovaie anziché prendersi cura esclusivamente del suo disturbo intestinale.

Il suicidio
In realtà, in questo caso, non si può parlare di un vero e proprio errore medico perché il chirurgo sembra aver deciso consapevolmente di asportale. Anche se la ragione non è ben chiara. La donna si è impiccata nel suo attico lasciando un messaggio al suo compagno: «non sembra esserci una via d'uscita dal dolore».

Un ospedale privato
L’intervento è stato eseguito in un ospedale privato dal chirurgo Tony Dixon, la scelta derivava dal fatto che Lucinda soffriva da anni di dolore. Il medico non è stato scelto a caso: sembra avesse un’ottima reputazione a causa dell’utilizzo di mesh allo scopo di risolvere vari disturbi intestinali. Al momento, però, è stato sospeso da due ospedali ed è in corso un’indagine del National Health Service proprio a causa dell’utilizzo di mesh.

Nessun miglioramento
Il problema principale è che – secondo quanto raccontato dal suo compagno Philip Chatfield – l’intervento non ha risolto il problema. Anzi, non ha fatto altro che aggravare la situazione. «Il dolore ha continuato a peggiorare e nessuno sembrava in grado di risolvere il problema. Il signor Dixon ha eseguito l'operazione nel 2016 con l’inerimento di una mesh (una maglia metallica) ma non ha avuto successo e gli ha provocato solo ulteriore agonia. Ha avuto un'operazione di follow-up che ha reso le cose ancora peggiori», spiega Philip. L’uomo è uno scultore e ha conosciuto Lucinda dopo la laurea, momento in cui ha posato per lui in qualità di modella. Insieme hanno avuto un figlio di nome Angus.

La scoperta del suicidio
In realtà il primo a rendersi conto che c’era qualcosa che non andava è stato proprio suo figlio Angus di diciannove anni. Nel mese di gennaio ha chiamato suo padre quando si è accorto che la scala e il portello della soffitta erano stranamente aperti. Quando Philip è salito in soffitta, ha visto il corpo di Lucinda appeso a un cappio. Accanto c’era anche un messaggio per il figlio: «mi dispiace Angus, ti amo, figlio migliore di sempre».

Tutta colpa dell’operazione
La famiglia non ha alcun dubbio: se il chirurgo non avesse utilizzato le mesh probabilmente ora Lucinda sarebbe ancora viva. «L'operazione sulla signora Methuen-Campbell non ha avuto successo e ha peggiorato il suo dolore e ha danneggiato la sua salute mentale», ha dichiarato Aled Gruffydd, assistente del coroner. «Ha sofferto molto dopo le operazioni e lei era molto dispiaciuta del fatto che le sue ovaie fossero state rimosse», spiega il figlio Angus. Durante un’intervista Lucinda aveva infatti asserito che non aveva acconsentito alla rimozione delle ovaie. Nonostante il dottor Dixon le aveva detto che i suoi problemi erano complessi e che gli interventi chirurgici non potevano essere effettuati solo sull’intestino ma anche sul ventre, non ha mai menzionato la rimozione delle ovaie prima dell’operazione.

Un favore?
Durante l’intervista Lucinda ha spiegato che il medico le aveva detto che pensava di averle fatto un favore. «Pensavo tu sapessi che una donna della tua età non ha davvero bisogno delle sue ovaie». Oltre all’inserimento delle mesh, il General Medical Council (GMC) ha impedito a Dixon di eseguire un'altra forma di chirurgia correttiva, nota come procedura di Starr (resezione transanale pinzata del retto), fino a novembre 2018. D’altro canto, il medico si è difeso asserendo che tutte le operazioni possono avere dei problemi, ma le sue azioni sono sempre condotte in buona fede e la maggioranza di queste ha successo.