16 ottobre 2019
Aggiornato 21:00
Errori medici

Esegue un trapianto e muore poco dopo: il polmone era infetto

Elisa muore a 29 anni per aver subito un trapianto di polmoni infettati da una sostanza purulenta

VICENZA - Una vera e propria tragedia quella accaduta a giovanissima donna di nome Elisa. La sua vita è stata un calvario fin dall’inizio perché era affetta da una grave patologia delle vie respiratorie: la fibrosi cistica. E tutti sappiamo che se ci sono speranze di sopravvivere a questa temibile malattia, quello è il trapianto di polmoni. Un trapianto che Elisa era riuscita a ottenere con tanta fatica ma che al posto di migliorare la sua qualità della vita l’ha fatta sprofondare in un baratro da cui non è mai più uscita. Ecco i dettagli della vicenda.

Un vero calvario
La povera Elisa Bedin ha dovuto sopportare le pene dell’inferno fino a che, nel 2012, è deceduta. La sua storia inizia con una diagnosi di fibrosi cistica. Una malattia con cui ha dovuto convivere per oltre vent’anni fino a che non ha visto un barlume di speranza. Aveva la possibilità di avere polmoni nuovi e funzionanti e così si è sottoposta a un trapianto. Sicuramente lo aspettava da tempo perché le persone affette da questa temibile malattia possono migliorare notevolmente la qualità della propria vita solo grazie a un polmone nuovo. Ma il destino non ha voluto per lei il meglio e l’operazione le ha solo causato ulteriori sofferenze.

Un trapianto riuscito?
Un anno prima della sua morte, Elisa si era sottoposta al trapianto. «Un trapianto riuscito, senza nessun intoppo secondo i medici. Ma che ci ha portato via nostra figlia dopo mesi di sofferenze, per un errore in sala operatoria. Prima c'è stata un'ischemia. Poi il cancro», racconta la mamma a il Giornale di Vicenza.

Una lotta durata sei anni
La famiglia non si dava pace. Elisa avrebbe dovuto stare meglio invece dopo il trapianto le sue condizioni sono notevolmente peggiorate. Qualcosa era andato storto. Su questo non c’era alcun dubbio. E la sua morte non era avvenuta per caso: durante l’operazione era successo qualcosa di cui non avevano parlato i medici. La famiglia ha impiegato ben sei anni per ricostruire la verità, e lo ha fatto grazie a un percorso extra giudiziale. Ciò che hanno scoperto i familiari, però, è stato inquietante e ora tutti devono sapere. Ed è così che Gilio Bedin, la moglie Rosanna e Lara la sorella di Elisa hanno voluto raccontare la verità: «Elisa è morta a 29 anni per un errore, dopo che le era stato trapiantato un polmone infetto».

Cosa è accaduto davvero?
I trapianti in alcuni casi possono salvarci la vita ma se insorgono problemi o errori durante l’operazione possono provocare danni gravissimi o, peggio, la morte di un individuo. Ed è proprio ciò che è accaduto alla povera Elisa. Nonostante gli organi trapiantati fossero compatibili, infatti, «uno dei polmoni proveniva da una donatrice in fase terminale. Era compatibile ma ricoperto di sostanza purulenta, scrivono i referti. Tutto ciò non ha fatto altro che causare un’infezione fulminea nel corpo di nostra figlia. Le è mancato l'ossigeno a causa della temperatura corporea altissima» racconta Gilio Bedin. L’errore è stato accertato da un pool di medici, legali e avvocati. Ora, finalmente, i familiari hanno vinto la loro battaglia legale e hanno ottenuto un risarcimento. Ma nessuno potrà mai restituirgli ciò che di più caro avevano al mondo.