21 ottobre 2018
Aggiornato 03:00

Parchi e giardini infestati dalle zecche: corsa al pronto soccorso

Diverse persone sono state punte dalle zecche. Ecco tutto ciò che devi sapere nel caso ti scontrassi facci a faccia con questo temibile «acaro»
Zecche infestano aree verdi a Pordenone
Zecche infestano aree verdi a Pordenone (Cherries | Shutterstock)

PORDENONE - Le zecche si trovano nei prati da sempre e le persone che possiedono un cane sanno bene quanto possa essere facile che il nostro amico a quattro zampe incappi in questi minuscoli sanguisuga. A quanto pare, però, vi sono posti in cui la quantità di zecche sta aumentando a dismisura provocando panico tra le persone. È accaduto in Friuli Venezia Giulia, più precisamente a Pordenone, luogo in cui le Ixodida sembrano aver infestato parchi e giardini. Inutile dire che chiunque ha avuto a che fare con la loro presenza si è rivolto al pronto soccorso più vicino.

Morsi di zecca
Il pronto soccorso di Pordenone e di San Vito sono stati invasi da persone colpite da morsi di zecca. È successo a quattro adulti e un bambino rientrati da una piccola escursione. Solo dopo, tuttavia, sembrano essersi accorti della presenza del piccolo parassita. «Tra ieri e sabato scorso abbiamo riscontrato una concentrazione di casi. Non c'è motivo di preoccuparsi, ma è necessario prestare molta attenzione ai luoghi che si decide di visitare e, a maggior ragione, di ispezionare accuratamente il proprio corpo una volta fatto rientro a casa», spiega a Leggo Giuseppe Sclippa, direttore sanitario dell'Azienda ospedaliera del Friuli Occidentale.

Quando andare al pronto soccorso
Se si rileva qualche anomalia sulla pelle o su qualsiasi parte del corpo è essenziale recarsi prontamente all’ospedale più vicino. «In presenza di qualche sintomo, tipico del morso da zecca, rivolgersi subito al pronto soccorso. Ricordo inoltre che contro il virus della meningoencefalite da zecca (Tbe) c'è la possibilità di vaccinarsi: nella nostra regione la somministrazione è gratuita», continua Sclippa.

Cosa sono le zecche?
Le zecche che troviamo comunemente nei prati e giardini sono, in realtà, degli artropodi che appartengono all’ordine degli Ixodidi e alla classe degli Aracnidi. Quindi la stessa degli scorpioni, dei ragni e degli acari. A differenza di questi, tuttavia, sono dotati di un rostro – un particolare apparato boccale – in grado di penetrare in profondità nella cute e succhiare il sangue. Secondo EpiCentro, «le specie più diffuse e rilevanti da un punto di vista sanitario sia in Italia che in Europa sono la Ixodes ricinus (la zecca dei boschi), la Rhipicephalus sanguineus (la zecca del cane), la Hyalomma marginatum e la Dermacentor reticulatus». Si trovano con molta facilità nei luoghi ricchi di vegetazione, specie se il clima è fresco e umido – un po’ come accade nei boschi. Tuttavia, non è insolito trovarle altrove perché possono soggiornare in ambienti diversi quando trovano ospiti da parassitare – tra questi anche esseri umani e animali da pascolo. Ci sono, però, periodi in cui è più facile essere colpiti: in inverno il rischio è pressoché nullo perché rimangono in uno stato di letargo. Ma con l’arrivo della bella stagione – indicativamente da aprile ad ottobre – è frequente diventare loro vittime.

Come fanno a mordere
Le zecche sono n grado di fiutare l’anidride carbonica e il calore di un organismo vivente. Una volta rilevata la presenza di una possibile preda si avvicinano a loro conficcando la loro bocca nella cute al fine di succhiare il sangue. Il tutto avviene in maniera talmente silenziosa che è rarissimo che una persona o un animale se ne accorda. Il piccolo animaletto rimane attaccato all’ospite per un minimo di due giorni ma può arrivare anche a sette giorni.

Le malattie trasmesse dalle zecche
Sono molte le malattie che possono essere trasmesse dalle zecche, ma è importante sottolineare che essere morsi da una zecca non significa dover necessariamente incappare in qualche grave patologia. Il morso, infatti, non è di per sé pericoloso, ma i rischi possono derivare dalla possibilità di contrarre infezioni trasmesse da altri animali in qualità di vettori. Tra i pericoli che si corrono ricordiamo La borreliosi di Lyme, l’ehrlichiosi, le febbri bottonose da rickettsiae, la tularemia, la febbre Q, la babesiosi e l’encefalite virale.  Dopo il morso, è essenziale «osservare la comparsa di eventuali segni di infezione nei successivi 30-40 giorni per individuare la comparsa di eventuali segni e sintomi di infezione. Rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi».

I consigli di prevenzione
Nel portale dell’epidemiologia dell’ISS, vi sono alcuni consigli per ridurre al minimo il rischio di incappare nel morso di una zecca. Ecco quali sono:

Indossare abiti chiari (rendono più facile l’individuazione delle zecche), coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali), utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello

Evitare di toccare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta

Al termine dell’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi

Trattare gli animali domestici (cani) con sostanze acaro repellenti prima dell’escursione

Spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni

Inoltre, in commercio esistono repellenti per insetti (DEET, N-dietiltoluamide, icaridina, permetrina) e prodotti piretroidi da spruzzare sugli abiti.

Cosa fare quando si viene morsi da una zecca
Se siete vittime del morso di una secca dovete necessariamente recarvi al pronto soccorso e non utilizzare, per nessun motivo, alcuna sostanza sulla zona. Meglio tentare di rimuoverla con una pinzetta sottile attraverso un piccolo movimento rotatorio. In commercio esistono degli appositi strumenti. Per evitare infezioni è essenziale, però, stare molto attenti a non schiacciare la zecca o a far fuoriuscire il sangue contaminato. Per lo stesso motivo la zecca non va mai toccata con le mani. Se l’apparato buccale rimane all’interno della cute va eliminato con un ago sterile. Al termine è consigliabile eseguire una disinfezione con appositi prodotti. Infine, è necessario chiedere al personale ospedaliero se è indispensabile o meno eseguire alcune profilassi come l’antitetanica. La zecca non va buttata ma deve essere sempre bruciata con il fuoco.

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