20 maggio 2019
Aggiornato 16:30
Pericolo morsi di zecca

Zecche scatenate ora mordono un bimbo di 5 anni, che rischia paralisi e amputazione degli arti

Un altro bimbo, sempre di cinque anni, è stato morso da una zecca e si è ritrovato con la ‘febbre delle montagne rocciose’, una condizione che può portare a paralisi, amputazione degli arti e perdita dell’udito

Rash cutaneo
Rash cutaneo ( Shutterstock )

GEORGIA – Un bimbo di cinque anni. Mason McNair di LaGrange, in Georgia (Usa) è stato punto da una zecca, e pochi giorni dopo si è sentito male e poi si è ricoperto di pustole e un diffuso eritema. All’inizio i medici hanno detto che non era nulla di che, ma poi si è scoperta la verità: era la febbre delle montagne rocciose, trasmessa proprio dalle zecche. La madre ha allora pubblicato le foto del figlio su Facebook per avvertire tutti i genitori di fare attenzione alle punture di zecca che possono essere molto pericolose. Per esempio, oltre alla febbre delle montagne rocciose, possono causare la malattia di Lyme e paralisi più o meno gravi, come è accaduto a una bimba di 5 anni.

La vicenda
Il piccolo Mason McNair era in visita dai nonni, il mese scorso. Tornando dall’aver giocato, i nonni hanno notato un segno rosso nell’ombelico. Fin qui, non sembrava nulla di che – poteva infatti essere una normale puntura di insetto come una zanzara. Solo che il giorno dopo il suo stomaco appariva rosso e gonfio e il piccolo presentava anche febbre, diarrea e dolore di stomaco. Preoccupata per la piega che aveva preso la situazione, la mamma Danielle ha portato il bimbo dal proprio medico, il quale gli ha prescritto degli antibiotici. Quando però è giunto l’ultimo giorno di assunzione del farmaco, Mason si è ritrovato coperto da un’eruzione cutanea da testa a piedi. Portato di nuovo dal medico, questi pare abbia detto che era una «reazione ritardata» all’antibiotico. Tuttavia, la madre sospettava che le cose non stessero così.

La scoperta
Allora, la mamma di Mason (spinta da quel sesto senso che hanno le madri) si è data da fare per cercare qualcosa di più sui sintomi affidandosi a Dottor Google. Una visita a diversi siti web dedicati le così permesso si scoprire che i sintomi provati da suo figlio erano riconducibili a una malattia trasmessa dalle zecche e conosciuta come febbre maculosa delle Montagne Rocciose, che può portare a perdita dell’udito, paralisi e persino l’amputazione degli arti, se non trattata in modo adeguato.

L’avvertimento
Come già per la mamma della piccola di 5 anni rimasta semiparalizzata, anche la madre di Mason ha allora pubblicato le foto di suo figlio su Facebook, per avvisare tutti i genitori sul pericolo dei morsi di zecche, e in modo che ravvisino subito se ci sono dei segni sospetti sul corpo dei loro figli e che ricorrano immediatamente alle cure mediche.

La febbre purpurica delle montagne rocciose
Secondo quanto riportato dai CDC Usa, la febbre delle Montagne Rocciose è un’infezione batterica che si diffonde attraverso le punture di zecche. A essere portatrici della malattia sono 3 tipi di zecche, spesso veicolata da animali domestici, altri animali o che si nascondono nell’erba. La malattia danneggia i vasi sanguigni, causandone l’infiammazione e infiammando anche altri organi come cuore, polmoni e cervello. Allo stato attuale non esiste un vaccino contro questo tipo di infezione.

I sintomi
Tra i sintomi più comuni della malattia ci sono: febbre, mal di testa; Rash cutanei che, di solito, compaiono tra due o quattro giorni dopo la puntura; mancanza di appetito; nausea; vomito; diarrea; mal di stomaco e addominale; dolori muscolari

Le cure
Il trattamento della febbre delle montagne rocciose in genere prevede l’uso di un antibiotico: la doxiciclina. In genere, se si interviene nei primi 5 giorni dal morso della zecca, le persone recuperano bene. Chi invece ottiene la diagnosi e la cura passati i cinque giorni può sperimentare una forma di malattia più grave che richiede il ricovero in ospedale o la terapia intensiva. Se la malattia non viene trattata, si rischiano gravi danni come perdita dell’udito, paralisi, fino a giungere all’amputazione degli arti e anche la morte.