22 ottobre 2018
Aggiornato 04:00

Tiroide, contro le patologie è necessario lo iodio

Presentato il Report dell'Osservatorio per il monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia. Come prevenire le patologie tiroidee
Tiroide
Tiroide (Andrey Popov | shuttertsock.com)

ROMA – Le patologie della tiroide si possono prevenire. Per farlo, è necessaria un'adeguata quantità di iodio. Oggi, i bambini di Liguria, Toscana, Marche, Lazio e di alcune aree della Sicilia hanno raggiunto la condizione di iodosufficienza, grazie all'utilizzo diffuso del sale iodato. Anche la frequenza di gozzo in età scolare si è notevolmente ridotta nel nostro Paese e oggi questa patologia può dirsi sconfitta in Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Sicilia. Inoltre, il TSH neonatale, ossia il marcatore che viene utilizzato nello screening neonatale dell'ipotiroidismo congenito e che indica lo stato nutrizionale iodico della popolazione dei neonati e, indirettamente, delle loro madri, mostra un trend in netta discesa: 6.4% nel 2004, 5.9% nel 2015, 5.3% nel 2017. Sono questi i dati presentati oggi, al Ministero della Salute, dall'Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia-OSNAMI dell'ISS, nel corso della conferenza stampa di presentazione della Settimana Mondiale della Tiroide.

La carenza di iodio
«In tutte le fasi della vita la causa più frequente di patologia tiroidea - spiega Antonella Olivieri, responsabile dell'OSNAMI - è la carenza nutrizionale di iodio. Poiché lo iodio non è prodotto dal nostro organismo ma lo assumiamo attraverso l'alimentazione, è facile comprendere che la prevenzione di molte patologie tiroidee può essere realizzata con successo se viene garantito alla popolazione un adeguato apporto nutrizionale di iodio. Con l'approvazione nel 2005 della legge n. 55, che prevede la vendita obbligatoria del sale iodato in tutti i punti vendita nonché l'utilizzo del sale iodato nella ristorazione collettiva e nell'industria alimentare, è stato di fatto attivato un programma nazionale di iodoprofilassi. Inoltre, il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018, che intende affermare con forza il ruolo centrale della promozione della salute e delle azioni di prevenzione con l'obiettivo di conseguire il più alto livello di salute raggiungibile nella popolazione, ha incluso la ‘riduzione dei disordini da carenza iodica’ tra gli obiettivi di interesse strategico per il Paese».

Poco sale, ma iodato
Grazie a questi provvedimenti presi a livello nazionale e grazie al lavoro dei medici del territorio, delle Società Scientifiche e delle Associazioni dei pazienti, che congiuntamente hanno promosso lo slogan ‘poco sale, ma iodato’, oggi lo stato nutrizionale iodico della popolazione è molto migliorato rispetto al passato. I dati più recenti raccolti dall'OSNAMI, ottenuti grazie al lavoro sul campo degli Osservatori Regionali per la Prevenzione del Gozzo, indicano chiaramente che la condizione di iodosufficienza, valutata attraverso la misurazione della concentrazione di iodio nelle urine di campioni rappresentativi di bambini in età scolare, è stata ormai raggiunta in molte Regioni italiane. Ma i dati più incoraggianti riguardano il TSH neonatale. In accordo con quanto stabilito dal WHO, solo se valori elevati di TSH neonatale (> 5.0 mU/L) sono presenti in meno del 3% della popolazione neonatale residente in una certa area si può parlare di iodosufficienza.

«Grazie alla collaborazione dei Centri di screening neonatale regionali e interregionali attivi sul territorio – conclude l'esperta – sappiamo che, sebbene la percentuale di valori elevati superi la soglia del 3%, il trend è in significativa diminuzione: 6.4% nel 2004, 5.9% nel 2015, 5.3% nel 2017. Tuttavia, non vi è dubbio che ulteriori sforzi devono essere fatti per garantire la corretta assunzione di iodio in gravidanza, al fine di scongiurare gli effetti negativi sullo sviluppo neuropsichico che possono essere causati anche da un'esposizione a carenza iodica lieve».