24 luglio 2019
Aggiornato 06:30
Emicrania e genetica

Mal di testa ed emicrania? È colpa del gene del freddo

Alcuni ricercatori hanno scoperto che una variante genetica collegata alla percezione del freddo, potrebbe scatenare episodi dolorosi

I geni dell'emicrania collegati alla percezione del freddo
I geni dell'emicrania collegati alla percezione del freddo Shutterstock

Il mal di testa scatenato da emicrania e cefalea è un problema piuttosto comune che, in alcuni casi, può anche provocare seri problemi durante lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Nessuno, tuttavia, è mai riuscito a comprendere perché alcune persone sembrano essere più inclini a questo genere di disturbi e altre meno. Ma un nuovo studio condotto in Germania ha messo in evidenza come alcuni tipi di geni – collegati all’adattamento – potrebbero essere implicati nell’insorgenza dell’emicrania. Ecco di cosa si tratta.

Europei più soggetti all’emicrania
Secondo recenti stime è più facile che alcune razze, come quelle europee, abbiano maggiori possibilità di incappare in episodi dolorosi rispetto ad altre. Per esempio chi possiede geni africani raramente è soggetto al mal di testa. Tutto ciò ha fatto pensare agli scienziati che l’emicrania potesse avere un’origine prettamente genetica.

Il gene colpevole
Dai risultati ottenuti dai ricercatori Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia (Germania) è emerso che un gene denominato TRPM8, è strettamente correlato sia all’insorgenza dell’emicrania che alla capacità di rilevare il freddo. Esso, infatti, sembra essere «l'unico recettore noto per la sensazione di moderata temperatura fredda», spiegano gli autori dello studio coordinati dal dottor Felix Key.

Chi possiede questo gene?
Secondo i risultati ottenuti dai ricercatori – che hanno analizzato dati genetici provenienti da tutto il mondo – le persone che possiedono una variante genetica del TRPM8 sono quelle che vivono soprattutto in climi più freddi. Mentre il gene nella versione originale si troverebbe negli individui che abitano in Africa. «Abbiamo trovato una correlazione tra la frequenza del gene e la latitudine», spiega Key al New Scientist. Ciò significa che l’adattamento del gene si è verificato nel momento in cui le persone hanno cominciato a migrare in paesi più freddi. «È davvero fantastico. Questa è probabilmente il primo adattamento di un gene sensoriale legato all'ambiente», spiega Mark Shriver della Penn State University di University Park.

Una scoperta sorprendente
«La maggior parte delle varianti genetiche ha frequenze molto simili tra le popolazioni umane. Quindi è stato sorprendente che questa variante sia a bassissima frequenza in alcune popolazioni, ad esempio Yoruba, Nigeria, e ad altissima frequenza in altri, ad esempio in Finlandia e nel nord Europa», commenta», ha detto Andrés all’agenzia Reuters.

Freddo ed emicrania
In pratica, ciò che hanno scoperto gli scienziati è che la nostra percezione e adattamento al freddo sia, in qualche modo, collegato con gli episodi dolorosi. «Il legame diretto tra sensazione di freddo ed emicrania è sconosciuto; tuttavia, entrambi sono legati al dolore che fornisce un possibile, ma speculativo, collegamento», spiega Key. «L'emicrania potrebbe essere un segnale di avvertimento in cui l’agente stressante, in questo caso il freddo, potrebbe essere pericoloso e la persona dovrebbe proteggersi dalla temperatura», ha spiegato Greg Dussor dell'Università del Texas a Dallas. Ciò nonostante, è importante sottolineare che «solo perché il DNA di una persona contiene questa variante non significa che soffrirà di emicranie», ha concluso al Routers Andy Weyer, ricercatore presso la Pacific University a Forest Grove (Oregon). Lo studio è stato supervisionato da Aida Andrés all'University College di Londra nel Regno Unito e i risultati sono stati pubblicati su PLoS Genetics.