19 ottobre 2018
Aggiornato 22:00

Migliorare la copertura vaccinale e lotta ai No-vax, questo l'impegno dell'Unione Europea

La Raccomandazione ha anche come obiettivo il 95% di copertura per i vaccini anti morbillo
Vaccinazione
Vaccinazione (Africa Studio | shutterstock.com)

BRUXELLES – Nuovi impegni e azioni sul fronte vaccini. La Commissione europea ha pubblicato ieri a Bruxelles una proposta di raccomandazione sulla questione dei vaccini. La proposta mira a rafforzare la cooperazione fra gli Stati membri nella lotta contro le malattie che possono essere prevenute con i vaccini, migliorare la copertura vaccinale in tutto il territorio dell'Unione, e lottare contro la disinformazione sugli effetti delle vaccinazioni e la riluttanza di una parte dell'opinione pubblica nei loro confronti.

Le 20 azioni da intraprendere
La proposta (una ‘Raccomandazione’ che dovrebbe essere approvata dal Consiglio Ue entro la fine del 2018) riguarda 20 azioni da intraprendere, tra cui lo sviluppo e attuazione di piani di vaccinazione nazionali e/o regionali entro il 2020, compreso un obiettivo di copertura vaccinale di almeno il 95% per il morbillo; l'introduzione di controlli di routine dello stato vaccinale e opportunità periodiche di vaccinazione, per esempio nelle scuole e sui posti di lavoro; una tessera delle vaccinazioni comune che possa essere condivisa elettronicamente tra i Paesi; l'istituzione di un portale europeo di informazione sulle vaccinazioni entro il 2019 che fornisca dati obiettivi, trasparenti e aggiornati in merito ai vantaggi e alla sicurezza dei vaccini; lo sviluppo di un archivio virtuale di dati dell'Ue con informazioni sulle scorte e sui fabbisogni di vaccini, per facilitare lo scambio di informazioni sulla disponibilità o eventuali carenze di vaccini essenziali.

Formazione adeguata
Altre azioni prevedono, per tutti gli operatori sanitari, la formazione necessaria a somministrare le vaccinazioni con sicurezza e a gestire atteggiamenti esitanti; la convocazione di una «coalizione per la vaccinazione» che riunisca le associazioni europee di operatori sanitari e di studenti e si impegni a fornire al pubblico informazioni precise, a sfatare i miti e a scambiare le migliori pratiche; l'istituzione di un sistema europeo di condivisione delle informazioni per elaborare un programma base di vaccinazione dell'Ue entro il 2020, con una indicazione dei dosaggi e delle età comuni per tutti i Paesi Ue; il rafforzamento dei partenariati e della collaborazione in materia di vaccinazione con i partner internazionali.
La raccomandazione prevede che ogni tre anni la Commissione riferisca in merito ai progressi nella sua attuazione della raccomandazione. La Commissione elaborerà inoltre una relazione dal titolo ‘Lo stato della fiducia nei vaccini nell'Ue’ per monitorare gli atteggiamenti nellźopinione pubblica.

I vaccini salvano la vita
«Ogni anno – ha ricordato la Commissione in una nota – i vaccini salvano tra 1 e 3 milioni di vite in tutto il mondo e secondo l'Organizzazione mondiale della sanità nei prossimi dieci anni ne salveranno altri 25 milioni. Eppure, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cepcm), a causa dell'insufficiente copertura vaccinale numerosi paesi dell'Ue si trovano ad affrontare focolai di morbillo senza precedenti e una ricomparsa di altre malattie a prevenzione vaccinale, che causano ancora la morte di bambini e adulti nell'Unione».

Il morbillo dilaga
Secondo i dati più recenti del Cepcm, in una serie di paesi europei i casi di morbillo continuano ad aumentare. Nel periodo tra il 1° marzo 2017 e il 28 febbraio 2018 sono stati segnalati, attraverso il sistema europeo di sorveglianza, 14.813 casi di morbillo (e l'Italia, com'è noto, è il Paese più colpito dopo la Romania). Tra questi casi, l'86% dei soggetti non era stato vaccinato. Il Cepcm stima, inoltre, che ogni anno almeno 40.000 persone muoiano di influenza, in parte a causa della bassa copertura vaccinale.

Una misura potente
«La vaccinazione è una delle misure di sanità pubblica più potenti ed efficienti in termini di costi sviluppate nel XX secolo. Da medico – ha sottolineato Vytenis Andriukaitis, Commissario europeo responsabile per la Salute e la sicurezza alimentare, presentando la proposta a Bruxelles – trovo desolante assistere alla morte di bambini a causa della scarsa diffusione o della carenza di vaccini o dalla riluttanza nei loro confronti». Inoltre, ha aggiunto, «le malattie infettive non restano confinate entro le frontiere nazionali: la carenza di immunizzazione in uno Stato membro mette a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini in tutta l'Ue. La cooperazione in questo settore è nell'interesse di tutti: proteggiamo i nostri figli, vacciniamoli!».