23 gennaio 2020
Aggiornato 03:00
Luci notturne e cancro

Hai un lampione vicino casa? Rischi il cancro

I lampioni che si trovano vicino casa, le luci notturne e l’uso di smartphone e tablet potrebbe aumentare il rischio di cancro. Ecco perché

Lampioni e luci notturne accusate di provocare il cancro
Lampioni e luci notturne accusate di provocare il cancro Shutterstock

Ancora conferme riguardo la pericolosità derivante dall’esposizione a luci nelle ore notturne, ma anche l’uso di smartphone e tablet. Il rischio è quello di incappare in numerose forme di cancro, nel caso del nuovo studio, di quello alla prostata. Ma studi precedenti avevano notato anche una stretta relazione con i tumori alla mammella. Il motivo per cui le luci, specie quelle a led, possono aumentare il rischio di cancro, è dovuto dal fatto che esse disturbano il livello ormonale e il nostro orologio interno.

Rischio raddoppiato
Purtroppo non si tratta di un piccolo aumento delle probabilità ma del doppio del rischio di assistere alla formazione di una massa tumorale, rispetto a chi non è esposto alla luce. Il problema si verifica soprattutto nelle ore notturne, tempo in cui il nostro organismo avrebbe bisogno di buio per stare meglio. Ad arrivare a simili conclusioni è stato il team di ricerca del Barcelona Institute for Global Health che ha condotto uno studio su 4000 persone di età compresa tra i 20 e gli 85 anni in 11 diverse regioni spagnole.

Cancro alla prostata e cancro al seno
Dai risultati ottenuti dai ricercatori è emerso che se gli uomini hanno il doppio del rischio di assistere alla formazione di cancro alla prostata, le donne vedono aumentare le probabilità di avere un cancro al seno di 1,5 volte. «Gli esseri umani si sono evoluti per necessitare di luce durante il giorno e oscurità durante la notte. Man mano che le città sostituiscono l'illuminazione precedente, siamo tutti esposti a livelli più elevati di luci blu», ha dichiarato il dottor Alejandro Sánchez de Miguel, dell'Università di Exeter. A suo avviso, le luci blu disturbano i ritmi biologici.

Cancro e luce blu
«È fondamentale sapere con certezza se l’esposizione delle luci a LED aumenti il rischio di cancro. Gli scienziati hanno a lungo sospettato che questo potesse essere il caso - ora i nostri risultati innovativi indicano un legame forte. Dobbiamo anche indagare se l'esposizione notturna alla luce blu emessa da smartphone e tablet aumenti il rischio di cancro. Ora dobbiamo migliorare i nostri metodi di ricerca per garantire risultati solidi, così da poter consigliare il modo migliore per proteggere la salute umana», continua Sánchez de Miguel.

Ormoni, cancro e luci
La stretta relazione tra cancro e luce blu probabilmente si può spiegare a causa del negativo effetto che viene esercitato sul livello ormonale. Già precedenti ricerche avevano notato che le persone esposte alla luce, anche durante le ore notturne, avevano un aumentato rischio di contrarre il cancro. «L'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità ha classificato il lavoro notturno come probabilmente cancerogeno per l'uomo. Esistono prove che indicano un'associazione tra esposizione alla luce artificiale di notte, interruzione del ritmo circadiano e cancro al seno e alla prostata. Con questo studio abbiamo cercato di determinare se l'esposizione notturna alla luce nelle città può influenzare lo sviluppo di questi due tipi di cancro», spiega Manolis Kogevinas, autrice principale della ricerca.

Gli studi precedenti
Un recente studio, condotto nel Stati Uniti su un campione di 110.000 partecipanti, ha evidenziato come una maggior esposizione alla luce durante le ore notturne mette a rischio le donne di contrarre il cancro al seno. Probabilmente il motivo della comparsa del tumore è dovuto dal fatto che i livelli di melatonina sono ridotti a seguito dell’esposizione luminosa. Chi infatti possiede bassi livelli di tale ormone assiste a un aumento di probabilità di avere il cancro. I risultati dello studio condotto dal Barcelona Institute for Global Health è stato pubblicato su Environmental Health Perspectives.