18 dicembre 2018
Aggiornato 15:30

Eve, la bambina con pelle di maiale

Eseguito su una bimba nel Regno Unito il primo trapianto di pelle di maiale. Aveva un grave difetto alla nascita che l’aveva condannata a morte

Dal maiale una pelle per trapianti
Dal maiale una pelle per trapianti (Dusan Petkovic | shutterstock.com)

REGNO UNITO – La piccola Eve Phillipson è nata con un grave difetto alla nascita: era senza diaframma. Una condizione che l’aveva condannata a morte. Già oggetto di diversi trapianti, erano sempre andati male, e i medici non si aspettavano sopravvivesse. Ora, con un trapianto di pelle di maiale, e dopo aver formato due dei tre muscoli dell’addome come un diaframma si accende un barlume di speranza affinché possa vivere.

Un lungo e difficile intervento
La piccola Eve, che ora ha 2 anni, è stata sottoposta a un delicato e lungo intervento di cinque ore. Questo è servito per creare un diaframma artificiale utilizzando la pelle di un maiale. Lei, a cui era stata diagnosticata un’ernia diaframmatica congenita (CDH) mentre era ancora nel grembo materno, non sarebbe potuta sopravvivere dopo il fallimento dei precedenti trapianti. Eppure, contro tutte le previsioni, ha resistito ed è così stata sottoposta a questo ennesimo trapianto.

Il diaframma artificiale
Per creare un diaframma artificiale che le permetta di vivere – anche se per il momento resta attaccata a una macchina per la respirazione – i chirurghi dell'NHS Foundation Trust dello Sheffield Children hospital hanno preso due dei tre muscoli addominali della bimba e li hanno rigirati in modo da creare l’organo mancante, per poi rinforzare la parete con la pelle di maiale, nota come Strattice (o Reconstructive Tissue Matrix).

L’ernia diaframmatica congenita
La cosiddetta CDH si ritiene colpisca un neonato ogni 10mila. Il difetto si forma quando si sviluppa un foro nel muscolo che separa il torace dallo stomaco. Questo provoca l'ingresso di organi come lo stomaco e il fegato nel torace, oltre alla compressione dei polmoni. Chi ne soffre può anche sperimentare asma, reflusso gastrointestinale, disturbi dell'alimentazione e ritardi nello sviluppo. A differenza di quanto avviene in genere, dove chi nasce con questa malformazione si ritrova con piccoli fori nel diaframma, la piccola Eve è nata completamente senza diaframma, per cui ha da subito necessitato di un supporto vitale che la facesse respirare – cosa che non riusciva a fare da sé.

I precedenti tentativi
Fin dalla sua nascita, la piccola Eve ha dovuto patire le pene dell’inferno. A solo una settimana di vita era già stata sottoposta a intervento chirurgico per sostituire il diaframma. Ma il tentativo è stato un fallimento. Questo poneva in serio pericolo l’esistenza di Eve, che non sarebbe vissuta ancora per molto.

E l’ultimo
Prima di sottoporre Eve a questo ultimo tentativo, l’equipe del dottor Sean Marven, che ha svolto l’intervento, sapeva che le probabilità di sopravvivenza erano piuttosto scarse. La procedura, come ha dichiarato Marven, era molto complessa e richiedeva sia abilità che massima concentrazione. Inoltre, non era mai stata eseguita nel Regno Unito. Però, alla fine, pare sia andato tutto per il meglio, e la piccola Eve sta migliorando di giorno in giorno. Tuttavia, a causa di un polmone che risulta ancora collassato, necessita di un supporto per la ventilazione. La speranza è che, con il tempo, Eve riesca a respirare senza la macchina e possa condurre una vita normale come tutti i bambini.