12 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Rimedi per il dolore cronico

La nuova soluzione per combattere il dolore: il veleno di lumaca

Uno studio australiano ha valutato l’effetto del veleno di lumaca nel dolore cronico e ha ottenuto effetti migliori dei cannabinoidi

Il rimedio per il dolroe cronico è il veleno di lumaca
Il rimedio per il dolroe cronico è il veleno di lumaca Shutterstock

Se il dolore acuto di per sé può essere già devastante, quello cronico potrebbe arrivare a destabilizzare una persona. Tuttavia, non abbiamo molti farmaci a disposizione per risolvere il problema. Anzi, in alcuni casi, l’effetto dura alcuni giorni per poi ripresentarsi nuovamente se non si aumentano le dosi. Altri tipi di antidolorifici, invece, causano non pochi effetti collaterali. Ma una soluzione potrebbe arrivare dal mondo animale: alcuni scienziati pensano che i farmaci del futuro verranno sviluppati con il veleno di lumaca. Ecco i risultati di alcuni studi.

L’antidolorifico perfetto?
Se diventerà un farmaco perfetto ancora nessuno può stabilirlo, tuttavia, alcuni scienziati australiani sono riusciti a creare un medicinale partendo dal veleno di lumache di mare. Si tratta di un particolare tipo di mollusco (lumaca cono) che si trova facilmente nel fondo degli oceani.

Un’alternativa agli oppioidi
Il veleno delle lumache pare che possa rappresentare la vera alternativa agli oppioidi, tra cui la famosa codeina. La lumaca cono ha una peculiarità: contiene conotossine, ovvero sostanze in grado di provocare paralisi o morte della preda in tempi brevissimi. Secondo le ricerche condotte da diversi decenni, tali composti potrebbero fornire sollievo al dolore bloccando l’input del dolore attraverso il nostro sistema nervoso.

Il farmaco
Dopo vari anni di sperimentazione, gli scienziati sono riusciti a formulare una forma terapeutica derivante dalle conotossine. Tuttavia, è importante sottolineare che le prime formulazioni non sono mai state usate perché non erano affatto prive di effetti collaterali come perdita di memoria, allucinazioni e confusione mentale.

Un passo avanti nella ricerca
Un nuovo studio, finanziato dal National Health and Medical Research Council, sembra aver fatto qualche passo avanti per ovviare ai gravi effetti collaterali. La ricerca, coordinata dal professor Macdonald Christie, è infatti riuscita a prendere in esame un tipo di conotossine decisamente più sicure e dall’effetto tossico ridotto.

E’ pieno il mondo
«Ci sono letteralmente migliaia di queste tossine esistenti e quindi stiamo lavorando su una serie di diverse classi di conotossine che si rivolgono a diversi aspetti del sistema nervoso», spiega Christie. Dai risultati preliminari sembra che il medicinale testato sia più efficace degli oppioidi e dei cannabinoidi. «Nei modelli preclinici sono sicuramente più efficaci dei cannabinoidi. Siamo a un punto di test pre-clinici di queste molecole, quello che stiamo facendo è solo assicurarci che siano sicuri anche con un uso prolungato perché i nostri esperimenti finora sono stati a breve termine. Spero che le conotossine possano essere utilizzate clinicamente in meno di 10 anni, a condizione che siano disponibili ulteriori fondi per gli studi», conduce Christie.