20 febbraio 2020
Aggiornato 12:00
Ricerca sul cancro

Cancro: ricercatori scoprono il tallone d’Achille

Un team di ricerca del Portogallo è riuscito a trovare il punto debole del cancro. Questo potrebbe portare a terapie per le forme più aggressive

Ricercatori scoprono il tallone di Achille del cancro
Ricercatori scoprono il tallone di Achille del cancro Shutterstock

Anche il cancro, come tutte le creature di questo mondo, ha il suo tallone d’Achille. A fare questa interessantissima scoperta è stato un gruppo di ricerca dell'Instituto Gulbenkian de Ciencia (Portogallo) guidato dalla dottoressa Monica Bettencourt Dias. Lo studio potrebbe portare alla realizzazione di nuove – e più efficaci – cure. Ecco i risultati ottenuti dagli scienziati, appena pubblicati su Nature Communications.

La struttura delle cellule tumorali
I ricercatori del Portogallo sono riusciti, per la prima volta, ha evidenziare con precisione la struttura delle cellule tumorali. Nel mirino ci sarebbero degli organelli denominati centrioli – in maniera molto simile a quelli che si trovano nell’essere umano. Nel caso del cancro, tuttavia, numero e dimensione variano nei sottotipi più aggressivi.

Una malattia estremamente varia
Oggi sappiamo che quando si parla di un determinato tipo di cancro, la risposta al trattamento potrebbe essere molto diversa. Questo accade perché alcune forme sono, tecnicamente, più aggressive di altre e quindi maggiormente resistenti alla chemioterapia. Ma grazie al nuovo studio si potrebbe cominciare a trattare il paziente in maniera decisamente più personalizzata in maniera da sconfiggere il tumore alla radice.

Le cellule sane (immagine a sinistra) mostrano quattro centrioli, un numero normale (in giallo). Al contrario, le cellule del cancro al seno (triplo negativo) hanno centrioli extra (qui 16, immagine a destra).
Le cellule sane (immagine a sinistra) mostrano quattro centrioli, un numero normale (in giallo). Al contrario, le cellule del cancro al seno (triplo negativo) hanno centrioli extra (qui 16, immagine a destra). (Gaëlle Marteil, INSTITUTO GULBENKIAN DE CIENCIA)

Cosa sono i centrioli?
I centrioli sono degli organelli cellulari circa cento volte più piccoli della sezione trasversale di un capello. Sono considerati una sorta di cervello della cellula. Grazie a questi, infatti, le cellule possono moltiplicarsi, muoversi e comunicare correttamente. Le cellule umane normali possiedono un numero prestabilito di centrioli, ma se qualcosa va storto, si assiste a una produzione eccessiva. Secondo alcune ipotesi è proprio questo aumento a determinare la formazione del cancro.

Anomalie dei centrioli
Il team coordinato dalla dottoressa Bettencourt-Dias ha esaminato a fondo le anomalie dei centrioli delle cellule tumorali. Per farlo hanno studiato a fondo un pannello di 60 linee tumorali provenienti da nove diversi tessuti. Dai risultati è emerso che le cellule tumorali possiedono un numero elevato di centrioli extra. Questi ultimi sono assenti nelle cellule sane. Tutto ciò accade soprattutto nei tumori al seno particolarmente aggressivi e nel cancro al colon.

Divisione cellulare
Un altro aspetto che sono riusciti a comprendere gli scienziati è che i centrioli più lunghi sono particolarmente attivi e, di conseguenza, provocano un’interferenza nella divisione cellulare. Potrebbe essere questa la causa del cancro? «I nostri dati confermano che il numero e la dimensione in eccesso dei centrioli all'interno delle cellule sono associati a caratteristiche maligne. Questo si potrà sfruttare per classificare i tumori al fine di stabilire la prognosi e predire la risposta al trattamento», ha dichiarato Gaelle Marteil, co- autore dello studio.

Nuove terapie in arrivo?
«Le linee cellulari che abbiamo analizzato sono già ben caratterizzate in termini di cambiamenti genetici e resistenza alle terapie. Stiamo portando avanti i nostri studi in collaborazione con il team di Nuno Barbosa-Morais presso l'Istituto di Medicina Molecolare, a Lisbona, e Joana Paredes all'I3S, a Porto, per esplorare nuovi meccanismi e terapie che potrebbero colpire centrioli nel cancro», conclude la dottoressa Bettencourt-Dias.

Fonti scientifiche

[1] Finding the Achilles heel of cancer - INSTITUTO GULBENKIAN DE CIENCIA