15 dicembre 2018
Aggiornato 22:30

Malattie autoimmuni: sono provocate dai batteri intestinali

Scienziati statunitensi scoprono che la salute dell’intestino è direttamente correlata con la comparsa di malattie autoimmuni

Malattie autoimmuni e batteri intestinali
Malattie autoimmuni e batteri intestinali (Alexander Raths | Shutterstock)

Una nuova svolta verso la comprensione delle malattie autoimmuni, la cui causa ha sempre suscitato parecchi dubbi, perplessità e quesiti da parte degli scienziati. Ma grazie a una recente ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori statunitensi provenienti dalla Yale University, ora si sta facendo un po’ di luce sulla questione. Dai loro risultati, è infatti emerso che le malattie autoimmuni potrebbero essere scatenate dai batteri intestinali.

Il collegamento con l’intestino
Secondo quanto emerge dai risultati ottenuti dai ricercatori, la salute del nostro intestino è direttamente collegato con la comparsa – o meno – di malattia autoimmuni. Lo studio, al momento condotto solo su modello animale, è stato infatti in grado di evidenziare come i batteri che si trovano nel loro intestino potrebbero viaggiare e arrivare in altri organi. In questi innescherebbero una risposta autoimmune.

Alla base del lupus?
Questo insolito viaggio condotto da parte di alcuni batteri intestinali migranti potrebbe provocare diverse patologie autoimmuni, la cui più comunque è il lupus sistemico. Questo potrebbe portare allo sviluppo di nuovi potenziali farmaci. Infatti, durante lo studio, i ricercatori sono riusciti a sopprimere la quantità di batteri nocivi grazie un particolare tipo di antibiotico. Ma si potrebbe pensare anche a un vaccino progettato per determinati tipi di batteri.

Enterococcus gallinarum
Durante la ricerca, gli studiosi si sono concentrati sull’Enterococcus gallinarum un microorganismo che alberga molto spesso nel nostro intestino e che è in grado di compiere viaggi estremamente lunghi. Le sue mete più comuni sono il fegato, la milza e i linfonodi. I ricercatori hanno evidenziato come il batterio abbia innescato la produzione di sostanze infiammatorie e di auto-anticorpi – segni tipicamente associati a una malattia auto-immune. A conferma di tutto ciò, gli studiosi hanno rilevato la presenza del batterio nel fegato di pazienti affetti da patologie autoimmuni. Il tutto poteva però essere silenziato grazie all’uso di antibiotici o vaccini mirati.

La malattia autoimmune può regredire
Questa fantastica scoperta potrebbe ribaltare completamente la nostra concezione di malattia autoimmune. Perché agendo direttamente su batteri specifici si interromperebbero i devastanti effetti del sistema immunitario. «Quando si blocca il percorso che porta all’infiammazione, si può invertire l’effetto di questo batterio sull’autoimmunità», conclude Martin Kriegel. I dettagli dello studio sono stati pubblicati su Science.