21 novembre 2019
Aggiornato 03:30
ERK-2

Scovata la proteina che trasforma il nostro sistema immunitario in alleato del cancro

Scienziati scoprono una proteina che rende le nostre difese immunitarie alleate del cancro. Nuove possibilità per le terapie antitumorali

la proteina che fa crescere il cancro
la proteina che fa crescere il cancro Shutterstock

Un’interessante scoperta che potrebbe per sempre cambiare la concezione delle terapie antitumorali, quella appena compiuta dall’Università di Siena. Gli studiosi italiani, infatti, sono riusciti a rilevare – per la prima volta al mondo – una particolare proteina che permetterebbe la crescita delle masse tumorali. Sarebbe proprio questa che spegnerebbe i nostri sistemi di difesa favorendo la salute del cancro anziché la nostra. Ecco di cosa si tratta.

La crescita del cancro
Il fatto che le cellule cancerose riescano a crescere e moltiplicarsi all’interno del nostro organismo è sempre stato motivo di tante domande a cui la scienza non riusciva a trovare risposta. Il corpo umano, infatti, è dotati di diversi meccanismi di difesa che permettono di riconoscere le cellule estranee o danneggiate e, nel caso, ha tutte le soluzioni per ucciderle o ripararle. Eppure, in caso di cancro, queste non vengono messe in atto. Perché? Secondo gli scienziati dell’Università di Siena, un ruolo cruciale verrebbe svolto da una proteina denominata ERK-2.

Un’arma contro il cancro?
Conoscere l’esistenza della proteina ERK-2 è estremamente importante perché potrebbe aiutarci a realizzare cure specifiche in grado di ripristinare il nostro esercito interno per combattere i tumori. La proteina, infatti, è in grado di bloccare le cellule del sistema immunitario chiamate macrofagi, sono queste che – inaspettatamente – divengono alleate del cancro anziché nostre.

Riprogrammazione cellulare
Grazie alla proteina ERK-2 i macrofagi – conosciute per il loro ruolo di «spazzini» contro tutti i corpi estranei – vengono totalmente riprogrammati nel momento in cui le cellule sane si trasformano in tumorali. Un po’ come quando una persona onesta improvvisamente viene traviata e diviene un criminale, allo stesso modo i macrofagi smettono di far parte della giustizia, mutando la loro identità e aiutando il tumore a crescere.

Nuovi farmaci?
Grazie alla scoperta, in un prossimo futuro, potrebbero essere testati di farmaci in grado di colpire la proteina ERK-2. I primi studi condotti su modello animale, infatti, sono stati in grado di dimostrare come sia possibile ridurre il numero di macrofagi e bloccare la loro azione al fine di spegnere il tumore.

Un esercito di nuovo attivo
Gli esperimenti hanno dimostrato che bloccando la proteina, i macrofagi tornano a far parte dell’esercito difensivo e quindi tornano nuovamente a far parte della giustizia. «Siamo riusciti a dimostrare come nei topi la crescita di carcinoma si sia ridotta in assenza della proteina ERK-5, mentre contemporaneamente si sia creata una situazione infiammatoria anti-tumorale. Questi risultati accrescono la possibilità che andare a colpire i macrofagi pre-tumorali attraverso una terapia che sopprima la proteina ERK-5 costituisca una nuova strategia per future cure anticancro», concludono i ricercatori. Lo studio è stato coordinato da Emanuele Giurisato, del dipartimento di Medicina molecolare e dello sviluppo dell'Università di Siena, in collaborazione con Cathy Tournier dell'università di Manchester e William Vermi dell'Università di Brescia.