13 dicembre 2019
Aggiornato 21:00
Camminata veloce

Camminare velocemente riduce il rischio di insufficienza cardiaca

La camminata veloce riduce il rischio di insufficienza cardiaca specie nei soggetti anziani. I risultati di un recente studio

Camminare velocemente riduce il rischio di insufficienza cardiaca
Camminare velocemente riduce il rischio di insufficienza cardiaca Shutterstock

Non sempre fare sport è la risposta giusta al nostro benessere. Diverse ricerche scientifiche, infatti, avevano evidenziato in passato come una camminata a passo svelto potesse apportare più benefici di tante altre discipline sportive. Tra i vari effetti positivi scaturiti dalla pratica ci sarebbe, per esempio, la riduzione della glicemia. Specie se si ha l’accortezza di camminare di sera e dopo i pasti. Ora, un nuovo studio, ha anche rilevato come le persone anziane potrebbero trarre beneficio anche dal punto di vista cardiovascolare.

Insufficienza cardiaca
Si sa che con l’età la maggior parte delle funzioni vitali cominciano a non essere svolte correttamente. Tra le varie funzioni compromesse di sono quelle cardiovascolari, e non è insolito assistere a un’insufficienza cardiaca più o meno marcata. Quando si presenta tale condizione il cuore diviene debole e non riesce a pompare adeguate quantità di sangue per soddisfare tutte le esigenze del corpo.

Una camminata che salva il cuore
L’insufficienza cardiaca non è rischiosa solo per la salute del cuore ma anche per molte altre funzioni che non riescono a essere espletate correttamente qualora il sangue non venisse pompato in quantità sufficienti. Tuttavia, secondo un recente studio presentato presso la 67a Sessione Scientifica Annuale dell'American College of Cardiology, una camminata a passo svelto potrebbe migliorare notevolmente la condizione.

Lo studio
Durante lo studio i ricercatori hanno esaminato i benefici del camminare su un campione di 89.000 donne di età compresa fra i 50 e i 79 anni per un periodo di circa dieci anni. Durante il lavoro, gli scienziati hanno anche preso in esame il dispendio energetico complessivo delle donne durante la camminata combinando diverse variabili in un calcolo noto come Metabolic Equivalent of Task (MET).

Uno dei migliori allenamenti
Molti esperti concordano sul fatto che una camminata a passo svelto è una delle migliori forme di allenamento che si possano fare. In più, dai risultati emersi dallo studio, è stato possibile evidenziare che le donne sopra i 60 anni erano tre volte più a rischio di insufficienza cardiaca ma che potevano invertire il processo proprio grazie a questa semplice pratica.

Quaranta minuti
Gli scienziati hanno dimostrato che le donne in post-menopausa che hanno l’abitudine di camminare almeno 40 minuti per volta presentano un rischio di insufficienza cardiaca ridotto del 25% rispetto a chi faceva camminate più brevi. Se, poi il ritmo era medio o veloce la riduzione arrivava fino al 38% quando paragonata alle persone che camminavano normalmente.

Attività fisica e insufficienza cardiaca
«Sappiamo già che l'attività fisica riduce il rischio di insufficienza cardiaca, ma potrebbe esserci un equivoco sul fatto che semplicemente camminare non sia sufficiente. La nostra analisi mostra che camminare non è solo una forma di esercizio accessibile, ma quasi uguale a tutti i diversi tipi di esercizio che sono stati studiati prima in termini di riduzione del rischio di scompenso cardiaco», spiega Somwail Rasla, studentessa di cardiologia presso il Saint Vincent Hospital (Massachusetts).