11 aprile 2021
Aggiornato 11:30
Tungsteno nei vaccini

Trovato Tungsteno nei vaccini. L’esperto: «nessuno rischio per la salute»

Le indagini sui vaccini continuano ma, per nostra fortuna, non sembrano esserci componenti pericolose per la nostra salute

Ancora dubbi sulla sicurezza dei vaccini. Questa volta, sul banco degli imputati, ci sarebbe il vaccino esavalente della Glaxo, il quale conterrebbe delle tracce di Tungsteno. È importante sottolineare la parola tracce perché si tratta esclusivamente di micro e nanoparticelle. Tuttavia è innegabile la loro presenza, e questo fatto è abbastanza importante da avviare un’indagine contro ignoti per «somministrazione di farmaci imperfetti».

Accertamenti in corso
A rilevare le tracce di Tungsteno sono stati alcuni accertamenti richiesti dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo. Ricordiamo che tali verifiche sono necessarie e sono state ordinate a causa della legge sostenuta dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

L’esposto del Codacons
È importante sottolineare che circa un anno fa la procura aveva ricevuto un esposto del Codacons in seguito ad alcuni esami di laboratorio condotti da Antonietta Gatti e Stefano Montanari, due specialisti in nanotecnologie. Dai risultati – pubblicati sull’International Journal of Vaccines and Vaccination - era emerso che i vaccini erano contaminati da micro e nanoparticelle. Per tale motivo Pacileo aveva richiesto la collaborazione di alcuni specialisti al fine di andare a capo alla questione. L’unico volontario fu un docente universitario, il quale, in maniera inaspettata, ha rinunciato all’incarico sostenendo che non aveva strumentazioni adeguate.

Un nuovo specialista
Dopo vari tentativi si è finalmente riusciti a trovare una persona desiderosa di collaborare e decisamente competente. L’esperto, proveniente dalla facoltà di Biotecnologie molecolari dell’Università di Torino, ha rivelato alcune sostanze estranee al vaccino stesso. Tra queste Tungsteno, rame, zinco, piombo e alluminio. Tuttavia molte di queste sostanze sono presenti anche nell’acqua e per tale motivo possono essere finite nel farmaco.

Nessun pericolo per la nostra salute
La buona notizie è che le quantità rilevate dallo scienziato – a suo avviso – sono minime e non rappresentano alcun rischio per la salute. Nella consulenza consegnata al pm e riportata dal Corriere si legge che «i prodotti hanno mostrato di non contenere contaminanti inorganici che possano avere un risvolto tossicologico». Non certo della sua conclusione, il PM Pacileo ha richiesto comunque un supplemento alla sua perizia. La sua idea è quella di capire come ha fatto il Tungsteno a finire dentro un vaccino. Una prima ipotesi è quella dell’attrito dell’ago che avviene durante lo scorrimento della siringa nel momento dell’apertura, prima dell’iniezione.

I vaccini sono sicuri
«Questi risultati non mettono assolutamente in dubbio la sicurezza dei vaccini. Nulla di anomalo. Queste particelle si trovano un po’ ovunque, nell’acqua, negli alimenti, ad esempio in alcune carni, e in farmaci di uso comune. A chi obietta che l’assunzione di queste tracce di sostanze chimiche tramite gli alimenti ha un impatto minore rispetto a quanto avviene con l’inoculazione del vaccino, bisogna ricordare che l’iniezione avviene una volta sola, mentre gli alimenti vengono assunti quotidianamente e c’è un effetto accumulo», spiega a Wired Fabrizio Pregliasco, virologo presso il dipartimento di scienze biomediche dell’Università degli Studi di Milano.

Accesso negato
L’avvocato Sorriento si dichiara felice dello sviluppo delle indagini effettuate a seguito della denuncia del Codacons e della richiesta di collaborazione ai vari enti Regionali. «Soltanto sei regioni su 20 ci hanno messo a disposizione i dati. Le altre amministrazioni locali hanno deciso di negarci l’accesso», aggiunge a LaStampa l’avvocato Sorriento. Tra queste anche il Piemonte. Il Codacons infatti, ipotizza un «possibile conflitto d’interessi. Già un gip di Torino aveva scritto in un’ordinanza nel 2014 che occorreva fare chiarezza sulla possibilità che ci siano interessi «altri» rispetto alla salute pubblica a determinare le scelte di profilassi». Insomma, quella dei vaccini sarà una battaglia lunga e far luce su eventuali conflitti d’interessi non sarà affatto semplice. Al momento, quello che ci rallegra di più, è che non sembrano rappresentare rischi per la salute umana.