19 novembre 2019
Aggiornato 07:00
Vino e igiene orale

Placca, carie e parodontite. Un aiuto dagli antiossidanti del vino

Alcune sostanze antiossidanti contenute naturalmente nel vino potrebbero aiutare a combattere carie e parodontite

Il vino elimina la placca e riduce il rischio di parodontite
Il vino elimina la placca e riduce il rischio di parodontite Shutterstock

Il vino passa da nemico ad amico per la nostra salute in tempi alquanto brevi per gli scienziati di tutto il mondo. Il motivo dell’altalenarsi continuo delle sue virtù – positive o negative – è dovuto dal fatto che contiene una notevole quantità di sostanze benefiche, ma anche alcol. Quest’ultimo è l’unico ingrediente che potrebbe vanificare tutti gli effetti positivi. Tuttavia, pare che esista una quantità giusta in grado di mantenere inalterate le sue proprietà salutari, anche per quanto riguarda il benessere della nostra bocca. Ecco perché il vino può proteggere denti e gengive.

Minor rischio di batteri patogeni
Secondo una recente ricerca, bere una moderata quantità di vino rosso può aiutare a mantenere in salute il nostro cavo orale. In particolare sembra ridurre la quantità di batteri patogeni che formano la placca o danno luogo a infiammazione.

Previene carie e parodontite
Alcuni scienziati spagnoli hanno scoperto che gli antiossidanti contenuti nel vino rosso – come l’acido caffeico e l’acido cumarico potrebbero aiutare a prevenire le patologie più comuni del cavo orale. Per esempio la carie e la parodontite. L’efficacia è resa possibile grazie all’inibizione dei batteri che popolano la nostra bocca.

Esperimenti in laboratorio
Per arrivare a simili conclusioni, gli studiosi, coordinati da María Victoria Moreno-Arribas del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Madrid) hanno condotto uno studio in laboratorio. Durante le loro ricerche ha analizzato il tessuto dentale e gengivale in provetta, testando i due antiossidanti e l’estratto di vino rosso. Dai risultati è emerso che tali componenti impediscono ai batteri della placca di aderire ai tessuti provocando varie patologie. L’effetto era maggiore con i soli antiossidanti e veniva potenziato aggiungendo il probiotico Streptococcus dentisani. Quest’ultimo è stato testato da numerosi studi scientifici i quali hanno evidenziato che «non ci sono effetti secondari; che il batterio colonizza - anche se abbiamo visto che non ha un effetto permanente - e pensiamo che l'ideale sia applicare il trattamento su base regolare; e, infine, che migliora e regola i livelli di pH, poiché permette alla placca dentale di produrre meno acido», ha dichiarato Alejandro Mira, Ricercatore di Genomica presso la Fundación para el Fomento de la Investigación Sanitaria y Biomédica de la Comunidad Valenciana (Fundación Fisabio).

Fenomeni naturali
I ricercatori ricordano, infine, che un’azione protettiva contro i batteri della bocca vengono svolti già in maniera del tutto naturale grazie allo sviluppo di acido caffeico e cumarinico secreti durante la prima digestione. Quest’ultima, come ben sappiamo, inizia proprio dalla bocca. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Chemical Society e nel Journal of Agricultural and Food Chemistry.