22 ottobre 2018
Aggiornato 01:00

I tuoi vestiti e i contenitori degli alimenti potrebbero farti ingrassare

Molti capi d’abbigliamento, l’acqua potabile, le pentole e i contenitori degli alimenti possono indurre un aumento di peso. Ecco perché
I PFAS possono farti ingrassare
I PFAS possono farti ingrassare (Shutterstock.com)

A volte le diete non bastano. Non è sufficiente seguire un regime alimentare iper-restrittivo per ritrovare il peso forma. Questo è un fattore che la maggior parte di noi conosce molte bene- nonostante gli immensi sacrifici che spesso si portano avanti per anni. Uno dei motivi per cui il metodo fallisce potrebbe essere riconducibile all’utilizzo di alcuni abiti di uso comune e degli appositi involucri per alimenti. Entrambi, infatti, faciliterebbero l’aumento di peso indipendentemente dalla dieta che stiamo seguendo. Ecco di cosa si tratta.

Interferiscono con il metabolismo
Secondo alcuni scienziati, a modificare (negativamente) il nostro metabolismo, sarebbero alcuni indumenti, i contenitori per alimenti e tutti i tipi di rivestimento antiaderente. La maggior parte di questi, infatti, conterrebbero delle sostanze che verrebbero assorbite dall’organismo provocando un aumento di peso. Ad avere la peggio, in merito ai risultati ottenuti dagli studi, sarebbero le persone di sesso femminile.

Le sostanze chimiche coinvolte
Le sostanze chimiche sotto accusa sarebbero le cosiddette PFAS, a base di acido perfluoroottansolfonico. Componenti che, oltre a indurre un aumento di peso possono provocare il cancro, una disfunzione ormonale, una riduzione delle difese immunitarie, il colesterolo alto e persino l’obesità.

Come interferiscono con il nostro peso corporeo
«Ora, per la prima volta, le nostre scoperte hanno rivelato un nuovo percorso attraverso il quale i PFAS potrebbero interferire con la regolazione del peso corporeo e contribuire così all'epidemia di obesità», ha dichiarato Qi Sun, assistente professore presso il Dipartimento di Nutrizione dell'Università di Harvard della Chan School of Public Health.

Obesogenici
I ricercatori, grazie a un nuovo studio, sono riusciti a dimostrare come i PFAS sono dei veri e propri obesogenici (che inducono l’obesità e l’aumento di appetito). Essi, infatti, interferiscono con il tasso metabolico, alterando i meccanismi di regolazione del peso corporeo. Per arrivare a tali conclusioni gli scienziati hanno misurato i livelli di tale sostanza nel sangue di alcuni volontari.

Più PFAS, più peso
Dai risultati è emerso che le persone che avevano livelli ematici di PFAS più elevati avevano anche un metabolismo nettamente più pigro, anche dopo la perdita di peso. Gli scienziati hanno esaminato 621 persone derivanti da uno studio clinico sulla perdita di peso indotto. Il lavoro scientifico si poneva come obiettivo l’analisi di quattro tipi di diete salutari per ridurre il peso nell’arco di due anni.

Recupero immediato
I volontari che aveva livelli di PFAS più elevati erano quelli che recuperavano la perdita di peso più velocemente di tutti. «Coloro che hanno guadagnato più peso avevano anche le più alte concentrazioni ematiche di PFAS, e il legame tra le donne è stato il più forte», scrivono i ricercatori.

Il PFAS è dappertutto
Seppur possiamo controllare in parte la presenza di PFAS non possiamo farlo totalmente. La sostanza, infatti, circola da almeno 60 anni e la possiamo trovare persino in alcuni tipi di acqua potabile, accanto alle basi militari e negli impianti di trattamento delle acque reflue. Per quanto riguarda l’abbigliamento, si trova con maggior facilità nei vestiti sportivi o in quelli impermeabilizzati. «Generalmente pensiamo ai PFAS in termini di rari problemi di salute come il cancro, ma sembra che stiano giocando un ruolo nell'obesità, uno dei principali problemi di salute che affliggono milioni in tutto il mondo», ha dichiarato il professor Philippe Grandjean. «I risultati suggeriscono che evitare o ridurre l'esposizione alla PFAS può aiutare le persone a mantenere un peso corporeo stabile dopo aver perso con successo un po' di peso, specialmente per le donne».

Pfas nell'acqua, Zaia ha chiesto a Gentiloni lo stato di emergenza
il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha chiesto formalmente la deliberazione dello Stato di Emergenza, con poteri che implicano la gestione della situazione in forma commissariale, per l'emergenza dell'acido perfluoroottansolfonico nell'acqua o PFAS