24 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Cancro

Cancro, non solo nanorobot. La molecola presente nei malati di Huntington, uccide tutti i tumori

Scienziati americani scoprono una molecola presente nei malati di Huntington in grado di uccidere velocemente tutte le cellule tumorali

La molecola di Huntington potrebbe essere la soluzione contro il cancro
La molecola di Huntington potrebbe essere la soluzione contro il cancro Shutterstock

La malattia di Huntington è una patologia piuttosto seria e a carattere ereditario. Il tipo di ereditarietà è autosomico-dominante, ciò significa che si ha il 50% di contrarre la malattia da un familiare. Si tratta di un problema a insorgenza tardiva che spesso non evidenzia sintomi prima dei 30-50 anni ma che porta a un declino cognitivo molto elevato causato dalla degenerazione di alcuni neuroni. Tuttavia, ha un lato positivo: sono rarissime le persone affette da tale patologia ad ammalarsi di cancro. E il motivo è stato appena scoperto dagli scienziati.

Merito dei una molecola
Alcuni scienziati dalla Northwestern University di Chicago hanno fatto una scoperta decisamente sorprendente: il motivo per cui i pazienti affetti da malattia di Huntington non si ammalano di cancro è che il loro cervello produce una molecola che porta alla morte le cellule tumorali.

Mai visto niente di così potente
Dopo aver notato, da tempo, che i pazienti affetti da malattia di Huntington non si ammalavano di cancro, gli scienziati hanno testato una molecola prodotta dal loro cervello sia su cellule di cancro umano, che di topo. Infine, sono passati agli studi in vivo. «Questa molecola è un superassassino contro tutte le cellule tumorali, non abbiamo mai visto nulla di così potente», spiega Marcus E. Peter, professore specializzato nel metabolismo del cancro.

Un nuovo killer contro il cancro
La speranza degli scienziati è quella di dar vita a un trattamento contro il cancro in grado di distruggere le cellule tumorali senza provocare il vanno cerebrale tipico dei pazienti affetti da malattia di Huntington. La patologia, infatti, è caratterizzata dalla distruzione delle cellule nervose del cervello che causa un vistoso declino delle capacità mentali e anche fisiche. Dopo il suo esordio, che non si verifica prima dei 30-50 anni, i sintomi peggiorano nei successivi 15-25 anni. La malattia è provocata da un gene difettoso chiamato huntingtina.

Il gene difettoso e il cancro
Il gene huntingtina contiene un numero anomalo di ripetizioni nella sequenza genetica. Ogni, gene, infatti, contiene cinque nucleotidi: Adenina (A), Guanina, (G), Citosina (C), Timina (T) e Uracile (U). Ma i pazienti con malattia di Huntington assistono a una ripetizione della sequenza CAG. Più ripetizioni esistono, prima la malattia farà la sua comparsa. Le CAG producono degli RNA interferenti che attaccano i geni che occorrono alle cellule del cervello per la sopravvivenza. In questo modo innescano una vera e propria morte cellulare. Gli scienziati hanno però scoperto che la morte cellulare è di gran lunga maggior per le cellule tumorali che quelle sane.

Una terapia possibile
«Riteniamo che una terapia per il cancro a breve termine per alcune settimane potrebbe essere possibile, in cui potremmo trattare un paziente per uccidere le cellule tumorali senza causare i problemi neurologici di cui soffrono i pazienti di Huntington». La domanda che si era posto Marcus, insieme al suo collega Andrea E Murmann, era se esistevano situazioni in cui il meccanismo di morte cellulare è iperattivo in certe persone e, se sì, dove viene causata la perdita dei tessuti. «Questi pazienti non solo avrebbero una malattia con una componente di RNA, ma dovrebbero avere un minor rischio di cancro». E nella ricerca diverse malattie con questa combinazione di caratteristiche - alta perdita di tessuto, minore incidenza di cancro e coinvolgimento degli RNA - Huntington è quella che si è distinta di più.

Alti livelli di nucleotidi
A un’osservazione più attenta, gli scienziati hanno scoperto che le persone con malattia di Huntington, avevano alti livelli soprattutto dei nucoleotidi C e G. «La tossicità va di pari passo con la ricchezza di C e G. Quelle somiglianze hanno scatenato la nostra curiosità». Il team di ricerca ha quindi testato gli RNA interferenti prodotti dalle sequenze ripetute nelle cellule umane cancerose (seno, colon, fegato, polmoni, ovaio, cervello e pelle) e nei topi da laboratorio. E i risultati sono stati sorprendenti: la molecola di Huntington ha ucciso tutte le cellule tumorali.

Risultati in vivo
Per effettuare l’analisi in vivo, gli scienziati hanno inviato la molecola di Huntington attraverso delle nanoparticelle in grado di raggiungere la sede tumorale. Anche in questo caso è stata inibita la crescita tumorale senza nessun rischio di tossicità nel topo. Il prossimo passo degli studiosi sarà quello di rendere stabile la molecola per lo stoccaggio e migliorare il modo in cui vengono utilizzare le nanoparticelle.