18 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Fedeltà coniugale

Sei fedele o incline al tradimento? Ecco l’identikit della coppia (secondo la scienza)

Un team di psicologi americani ha stilato un identikit del partner fedele e di quello incline al tradimento. Scopri com’è il tuo coniuge

Il tuo partner è fedele o incline al tradimento?
Il tuo partner è fedele o incline al tradimento? Shutterstock

Oggi è il giorno dedicato alle persone che si amano e, oltre al grande business che ne consegue – tra cene, regali e divertimenti vari – c’è anche chi ha pensato a un metodo per mettere zizzania tra la coppia. Non in maniera voluta, sia chiaro, ma il risultato che si trarrà da questa ricerca, probabilmente, sarà proprio questo. Alcuni ricercatori, infatti, hanno elaborato una sorta identikit per distinguere le persone fedeli da quelle che tradiscono molto facilmente. Ecco di cosa si tratta.

Lo studio
Alcuni scienziati americani provenienti dalla Florida State University, hanno condotto uno studio triennale su 233 coppie di persone appena sposate. Per farlo hanno scandagliato a fondo la loro vita privata mettendo in risalto la capacità di impegnarsi a lungo termine, la propensione alle relazioni extraconiugali e la soddisfazione matrimoniale. Gli autori dello studio, grazie al contributo dei volontari, ritengono di essere riusciti a mettere a punto dei veri e propri predittori di infedeltà.

Indizi
Secondo gli psicologi Jim McNulty, Andrea Meltzer, Anastasia Makhanova e Jon Maner in ognuno di noi si trovano degli indizi che ci dicono se siamo persone più o meno inclini al tradimento. Inoltre, durante lo studio, i ricercatori si sono trovati di fronte ad alcuni aspetti alquanto sorprendenti. Per esempio, al contrario di quanto comunemente si pensi, tradiscono con più facilità i partner che sono soddisfatti sessualmente all’interno della coppia. Questo potrebbe far pensare al fatto che tradiscono più facilmente donne e uomini che vivono il sesso in maniera serena piuttosto che il contrario.

Quanto conta la bellezza?
Dai risultati dello studio è emerso che la bellezza propria o del coniuge conta in maniera diversa se stiamo parlando di un maschio o una femmina. Per esempio, le donne che generalmente piacciono poco agli uomini, la prima volta che si sentono gradite da qualcuno, con molta probabilità accetteranno di tradire il partner. Al contrario, le donne che assistono spesso a complimenti di ogni tipo, generalmente sono meno inclini all’infedeltà. Quindi, paradossalmente, per un uomo è meglio avere una donna molto bella che non il contrario. Gli uomini, invece, tradiscono più volentieri se hanno una donna poco attraente.

Gli indicatori dell’infedeltà
Purtroppo non è così facile trovare gli indicatori dell’infedeltà coniugale nel proprio partner. Alcuni comportamenti tipici vengono trovati in quelli che in inglese vengono chiamati Attentional Disengagement ed Evaluative Devaluation. Si tratta, in sintesi, della capacità di alcune persone di suscitare desiderio fisico in un’altra persona in maniera non intenzionale e la tendenza a minimizzare alcune caratteristiche che potrebbero rendere una persona decisamente attraente dal punto di vista sessuale.

In pratica
Per fare un esempio pratico possiamo riportare uno degli esperimenti condotti durante l’indagine. Ai volontari sono state mostrate delle foto di uomini o donne molto appetibili allo scopo di inviduare dei meccanismi di propensione alla fedeltà tipica di alcuni partner. Per esempio, alcune persone – maschi e femmine – avevano l’abitudine di distogliere l’attenzione sull’immagine in maniera molto rapida. Chi l’osservava per poche centinaia di millisecondi aveva indicativamente la metà delle possibilità di avere un’amante. Comportamento simile – e quindi tipico dei partner fedeli – era quello di minimizzare al minimo la bellezza della persona mostrata con frasi del tipo «non è niente di che» o «non è il mio tipo». Tuttavia, gli scienziati tendono a precisare che «le persone non sono necessariamente consapevoli di ciò che stanno facendo o del perché lo stanno facendo. Si tratta di processi in gran parte spontanei, che non richiedono sforzi e che in qualche maniera possono essere 'forgiati' dalla biologia e/o dalle esperienze vissute nella prima infanzia». I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Personality and Social Psychology.