11 dicembre 2019
Aggiornato 09:00
Un test predice le possibilità di avere un infarto

Sei (di nuovo) a rischio infarto? Te lo dice un semplice esame del sangue

Scoperto un nuovo marker che può identificare i pazienti a rischio di un attacco di cuore ricorrente e malattie cardiovascolari

Infarto del miocardio
Infarto del miocardio Shutterstock

SHEFFIELD – Ricercatori dell'Università di Sheffield hanno dimostrato in un nuovo studio che c'è un nuovo esame del sangue che potrebbe fornire un indizio sul motivo per cui alcuni pazienti sono per esempio a più alto rischio di rischio di malattie cardiovascolari e infarto ricorrente, specie dopo aver già subìto un infarto. I risultati possono portare medici e sanitari a raggiungere l'obiettivo di ridurre il rischio e portare a trattamenti più efficaci per i problemi cardiocircolatori.

Lo studio
Per questo studio, il team di ricercatori guidato dal Professor Rob Storey del Dipartimento di Infezione, Immunità e Malattie Cardiovascolari dell'Università di Sheffield, ha analizzato campioni di plasma sanguigno ottenuti da più di 4.300 pazienti con sindrome coronarica acuta, una volta dimessi dall'ospedale. Di questi, i ricercatori hanno misurato la densità massima di un coagulo e il tempo necessario per la rottura del coagulo, noto come tempo di lisi del coagulo. Una volta completato l'aggiustamento per le caratteristiche cliniche conosciute e i fattori di rischio, i dati raccolti hanno rivelato che i pazienti con il tempo di lisi del coagulo più lungo avevano un aumento del 40% del rischio di infarto miocardico ricorrente o morte a causa di malattie cardiovascolari.
I risultati dello studio, pubblicati sull'European Heart Journal, hanno dimostrato che nuove terapie mirate al tempo di lisi del coagulo di fibrina possono migliorare la prognosi nei pazienti con sindrome coronarica acuta.

C'è spazio per migliorare
«Negli ultimi vent'anni abbiamo fatto passi da gigante nel migliorare la prognosi in seguito ad attacchi di cuore ma c'è ancora molto spazio per ulteriori miglioramenti – ha spiegato il professor Storey – I nostri risultati forniscono indizi entusiasmanti sul perché alcuni pazienti sono più a rischio dopo un infarto e su come possiamo affrontare questo problema con nuovi trattamenti in futuro».

Adattare il trattamento
«Ora – ha aggiunto il professor Storey – dobbiamo andare avanti con l'esplorazione delle possibilità di adattare il trattamento al rischio di una persona a seguito di un infarto e testare se i farmaci che migliorano il tempo di lisi del coagulo possono ridurre questo rischio».