15 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Vizio del fumo

Le alternative alle sigarette possono ridurre il rischio ma non aiutano a smettere

Secondo l'esperto, prof. Francesco Fedele (La Sapienza): se non possiamo vincere la partita, pareggiamo. I limiti delle alternative alle sigarette tradizionali

Meglio sigarette o e-cig?
Meglio sigarette o e-cig? Shutterstock

ROMA – Le sigarette hanno delle reali ed efficaci alternative? Nì, secondo l'esperto. «Abbiamo tantissime persone che non smettono di fumare perché vogliono continuare a fumare, per loro le alternative alle sigarette possono essere una opportunità nell'ottica di riduzione del rischio». Lo spiega ad Askanews Francesco Fedele, professore Ordinario di Malattie dell'Apparato Cardiovascolare alla Sapienza, commentando il report pubblicato dall'Agenzia della Salute britannica che individua le sigarette elettroniche, o e-cig, e i prodotti a tabacco riscaldato come strumento per smettere col vizio del fumo evidenziandone la minore pericolosità rispetto alle sigarette.

Meglio pareggiare che perdere
«Laddove non possiamo vincere la partita è meglio pareggiarla anziché perderla», spiega il prof. Fedele, che sottolinea come «la possibilità che ci siano delle forme alternative di assunzione di tabacco non col fumo, eliminando dunque tutti i prodotti della combustione, può aiutare nel senso della riduzione dei fattori di rischio cardiovascolari». Ma, «non è questa la via giusta. Non si pensi che servono a smettere. Serve però una modulazione del rischio: in biologia esiste un continuum. Dal bianco al nero si passa per una miriade di sfumature. Così anche nel fumo si può introdurre il concetto di riduzione del rischio. In quelli però che non vogliono assolutamente smettere di fumare»

Servono altri numeri
Per questo tipo di studi, comunque, avverte l'esperto, «servono ben altri numeri, anche se è importante proseguire. Poi se andremo a verificare che addirittura usando questi strumenti si riesce a smettere di fumare... ma mi sembra un'utopia, anche perché non curano l'assuefazione da nicotina». Riduzione del rischio anche perché non essendoci combustione «non ci sono tutti quei derivati cancerogeni, l'effetto negativo dell'ossido di carbonio, compreso il catrame». Ma attenzione: «non è questa la via, perché ci sarà la possibilità che si dica che questi dispositivi, proprio perché percepiti meno dannosi, facciano avvicinare al fumo anche i giovani che magari non l'avrebbero fatto. Insomma, l'anticamera del fumo vero».

Facciamo chiarezza
«Dunque, facciamo chiarezza: l'indicazione – conclude il prof. Fedele – è la riduzione del rischio. Questo è il messaggio: noi combattiamo con la realtà di chi non vuole smettere. Chi non vuole abbandonare il fumo non lo fa neanche se ha avuto un infarto. Se ho una modalità per rendere il tutto meno dannoso, già ho fatto un passo importante».