19 maggio 2024
Aggiornato 05:00
Sigarette elettroniche esplosive

Ennesima sigaretta elettronica esplosa. Uomo con gravi ustioni alle gambe

Un uomo di 46 anni costretto a fare un innesto cutaneo e causa delle gravi ustioni provocate dalla sigaretta elettronica

Gli esplode una sigaretta elettronica e si ustiona gravemente
Gli esplode una sigaretta elettronica e si ustiona gravemente Foto: Diego Cervo | Shutterstock Shutterstock

Non è di certo il primo caso che riportiamo, quello di una sigaretta elettronica esplosa nelle mani di una persona. Se le bionde tradizionali sono pericolose per la salute e per l’aumento delle probabilità di contrarre il cancro, quelle elettroniche possono provocare danni del tutto diversi ma comunque molto gravi. È ciò che è accaduto recentemente a un uomo di 46 anni che ha subito ustioni piuttosto consistenti dopo aver collocato la e-cig nella tasca dei suoi jeans.

Esplosione
Un giorno, mentre si recava al lavoro, l’uomo avvertì una strana sensazione di calore nella tasca dei pantaloni. Ma non ebbe tempo di reagire che, nel giro di pochi secondi, avvertì un fortissimo scoppio. La sigaretta elettronica gli era letteralmente esplosa nella tasca dei pantaloni provocando ustioni di una tale entità da non permettergli di staccare i jeans dalla sua pelle. E tutto ciò nonostante i suoi colleghi fossero intervenuti immediatamente per spegnere le fiamme. Jason utilizzava la sigaretta elettronica da circa 3 mesi e aveva optato per questa soluzione per riuscire a smettere di fumare.

Ustioni di terzo grado
Jason fu trasportato con urgenza presso l’ospedale di St Thomas, a sud di Londra, ed è stato inviato subito dopo presso il reparto ustionati dell'Ospedale di Westminster. Qui i medici hanno appurato che si trattava di ustioni di terzo grado. Ora, tre settimane dopo l’accaduto, il pover’uomo non è ancora potuto tornare a riprendere la sua vita di sempre.

Rischio per i genitali
La sigaretta è anche esplosa a pochi centimetri dai genitali del pover’uomo. «Era anche a soli due pollici dai «miei amici» e se avessi indossato abiti diversi, avrebbe potuto farli a pezzi. L'intera faccenda mi ha spaventato a morte. Ho perso un sacco di pelle - erano ustioni di terzo grado, ma hanno dovuto farmi innesti di pelle», racconta Jason.

Una forte esplosione
«È stato proprio come una forte esplosione, un sacco di fuoco che usciva dai miei pantaloni e la stanza, che era piuttosto grande - come una sala conferenze - era coperta di fuliggine e aveva un odore tossico. Tenevo il mio dispositivo per svapare sulla mia scrivania, ho una batteria in tasca mentre sono fuori tutto il giorno, quindi ne porto uno di ricambio per ogni evenienza. Ho sentito un leggero calore, come quello che si avverte con un telefono cellulare, ma non ci ho pensato più di tanto ed è ovviamente esploso. Ho fatto a pezzi i miei jeans e i miei boxer: è un miracolo che non abbia fatto più danni, per essere onesti», continua Jason.

Pericolo batterie
Già da tempo alcuni esperti avevano messo in guardia le persone dal surriscaldamento delle batterie che hanno causato esplosioni e gravi danni alla salute di molte persone. Jason, nel frattempo, spero che qualcuno possa risarcirlo per il danno alla salute e il tempo di lavoro perso. «Un altro paio di secondi e mi avrebbe creato un danno davvero irreversibile. Come puoi immaginare, tutti questi diversi scenari si sono verificati nella mia testa - cosa succederebbe se qualcuno si trovasse alla guida [durante l’esplosione] mentre porta i propri bambini a scuola su una strada trafficata? Sicuramente perderebbe il controllo della propria auto. Se fossi stato su un autobus o su un aereo, avrebbe potuto causare danni e panico, è stato molto spaventoso, è una cosa così piccola ma è così mortale. Ho preso il mio da un negozio specializzato e questo è ciò che è accaduto. Sono un po' deluso. Non penso che queste cose dovrebbero essere vendute a meno che non siano adeguatamente controllate. Ora faccio difficoltà a camminare e a sedermi, ma il vero danno è stato quello psicologico». D’altro canto, Mark Gardiner, responsabile per la sicurezza dei prodotti presso il Chartered Trading Standards Institute (CTSI), ha asserito che è era a conoscenza del pericolo, tuttavia, «considerata la popolarità del prodotto, non sembra esserci un livello particolarmente elevato di incidenti».