25 luglio 2024
Aggiornato 03:30
IV lounge

La stanza della flebo: la follia sanitaria che promette di guarire da influenza, sbornia e Jet lag

E’ l’ultima moda promossa dalle star di Hollywood: l’infusione in vena di vitamine, minerali o farmaci per guarire dai disturbi più comuni

Negli Stati Uniti è conosciuta con il nome di IV lounge (IV stanza), ma è più corretto chiamarla stanza della flebo. Si tratta dell’ultima – assurda – mania lanciata da alcune star dello spettacolo come Rihanna e Cindy Crawford. Queste, a detta dei suoi sostenitori, promettono di guarire da una grande moltitudine di disturbi tra cui la sbornia, la sindrome da Jet Lag e persino dall’influenza. Il tutto grazie ad alcune soluzioni infuse direttamente in vena.

I trattamenti offerti
Definirli trattamenti forse è un po’ forzato, tuttavia è così che vengono considerati dai suoi sostenitori che annoverano anche molti personaggi famosi. Nelle stanze della flebo vengono utilizzate terapie alternative per curare i mali più comuni attraverso integratori salinici o vitaminici e persino farmaci da banco. Ma per gli esperti questa pratica nella maggior parte dei casi è inutile, e in altri può causare danni gravissimi.

Il costo
I prezzi del trattamento sono decisamente variabili e possono andare da un minimo di 80 dollari fino a quasi 900. Inutile dire che al momento non vi è nessuna autorità che abbia autorizzato un trattamento simile.

Funziona?
Secondo gli esperti la terapia non ha senso di esistere e, al massimo, svolge un effetto placebo. «Più si spende, migliore è il placebo - spiega Noah Rosen, direttore dell'Headache Center del Northwell Health's Neuroscience Institute - Per forza le persone dopo la flebo si sentono meglio, hanno appena speso 100 dollari per questo motivo», risponde ironicamente il medico. «L'intera faccenda è davvero senza senso», ha dichiarato il dottor Stanley Goldfarb, professore di medicina presso la Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania. «Si tratta solo del senso delle persone che stanno prendendo la loro salute nelle loro mani».

Aumento dei trattamenti dopo l’influenza
Quest’anno l’influenza è stata devastante non solo nel nostro paese ma anche all’estero e, ovviamente, negli Stati Uniti. Forse anche per questo motivo molte persone hanno voluto sperimentare tale trattamento. Elaine Wozniak, direttrice della Hydration Lounge di Tucson, in Arizona, ha dichiarato di aver portato nella IV Lounge 40 pazienti affetti da influenza solo nelle ultime due settimane. Il paradosso è che alcuni si sono recati da lei sotto consiglio dei medici di famiglia o infermieri professionisti. «L'Arizona è probabilmente il paese che è stato colpito al peggio dal virus dell'influenza durante le vacanze di Natale», ha dichirato Wozniak, infermiera geriatrica. «Invece di mandarli al pronto soccorso, vengono qui e ricevono dei liquidi solo per sentirsi meglio, anche se questo non può davvero curare la loro influenza».

Tutto è iniziato con una sbornia
In realtà, questa strana terapia, è iniziata come rimedio per la sbornia. In questo modo ci si sente tranquilli a bere qualche bicchiere di troppo, tanto si ha a disposizione la soluzione a tutti i mali. «Gioca sul desiderio delle persone di uscire a bere, e se hanno una sbornia c'è una soluzione rapida in modo che possano uscire e farlo di nuovo», ha dichiarato il dottor Robert Glatter, medico di emergenza presso la Lenox Hill Hospital a New York City. «Penso che mandi un messaggio molto pericoloso». Secondo CBS News, il trattamento salino sarebbe utile anche per migliorare il sistema immunitario, migliorare la propria bellezza o sopperire alla disidratazione.

I pericoli
Oltre al fatto che il trattamento potrebbe essere costoso e decisamente inutile, gli esperti avvertono sui possibili effetti collaterali che, in alcuni casi, potrebbero addirittura avere un esordio fatale. «Se fatte impropriamente le flebo possono provocare un'embolia, o il liquido può andare nei tessuti. Inoltre, possono esporre le persone a infezioni, e se non si fa attenzione alla velocità di infusione si può distruggere il bilancio degli elettroliti, il che potenzialmente può causare rigonfiamento del cervello, insufficienza cardiaca o danni ai reni», conclude Stanley Goldfarb della University of Pennsylvania.