2 marzo 2021
Aggiornato 11:30
Influenza

Quasi quattro milioni di persone colpite dall’influenza. Mai tanti ammalati dal 2004

Quest’hanno il virus si è dimostrato particolarmente aggressivo in termini di contagio. Più rischio complicanze con il ceppo B

Le vittime continuano ad aumentare senza sosta e il virus si sta inesorabilmente diffondendo in tutta la popolazione italiana. Solo nell’ultima settimana ci sono state altre 832mila persone a letto manifestando i classici sintomi: febbre alta (al di sopra dei 38 gradi), tosse, spossatezza, dolori muscolari e mal di gola. Secondo il rapporto epidemiologico fornito da Influnet – un servizio dell’Istituto Superiore della Sanità -  in questo momento stiamo sfiorando i quattro milioni di malati. Anche in virtù del fatto che si è verificato un virus inaspettato, appartenente al ceppo B, che non era incluso in tutti i vaccini.

Livello di incidenza altissimo
Il livello di incidenza che si sta registrando in questo momento sembra essere ancora altissimo con ben 13,73 casi ogni mille persone assistite. Tuttavia, secondo il rapporto Influenet, si sta evidenziando una lievissima curva epidemica, il che fa sperare che il tanto atteso picco sia arrivato e che seguirà una riduzione dei casi.

Bambini più colpiti
Come sempre accade, i bambini sono quelli più colpiti – forse anche in virtù del fatto che prendono poche misure di sicurezza in confronto agli adulti - si lavano poco le mani prima di un pasto e non utilizzano bene i fazzoletti per evitare il diffondersi della malattia attraverso micro-goccioline emesse con tosse e starnuti. Non a caso il massimo dell’incidenza si è verificata nei bambini al di sotto dei cinque anni con un’incidenza pari a 30,8 casi per mille assistiti. Dimezzata quella tra i 5 e i 14 anni (15,9 per mille). E quasi identica quella dei giovani adulti con 13,8 casi per mille.

Influenza da record
Quest’anno verrà ricordata come un’influenza da record con numeri molto simili a quelli evidenziati nel 2004/2005 e nel 2009/2010. Quest’ultimo rievocato come l’anno dell’influenza suina quando un ceppo di tipo A aveva causato febbre molto alta, intorno ai 40 gradi. Secondo Antonino Bella del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, «la circolazione del virus influenzale quest'anno è molto intensa, superiore anche alla pandemia del 2009/10 e paragonabile solo alla stagione 2004/05. Il contagio è particolarmente aggressivo - chiarisce - anche perché circola molto il ceppo B non contenuto nel vaccino trivalente».

Chi non è a rischio ceppo B
Solo le persone che hanno effettuato il vaccino quadrivalente possono essere tranquille per quanto riguarda un virus del ceppo B che pare aver fatto la sua comparsa in maniera del tutto inaspettata. «Si tratta del virus cosiddetto Yamagata, verso il quale il vaccino trivalente non garantisce una totale protezione», spiega Fabrizio Pregliasco, ricercatore dell'Università di Milano e Direttore sanitario IRCCS Galeazzi. «Quello che stiamo verificando è un aumento recente della circolazione del virus Yamagata, che è una famiglia dei virus influenzali di tipo B. Tale virus circolava già lo scorso anno ma non ha colpito in modo massiccio, mentre a prevalere la scorsa stagione è stato invece il virus B denominato Vittoria. Anche quest'anno non si prevedeva una sua diffusione, perché i virus influenzali più diffusi e circolanti sono quelli di tipo A». È importante sottolineare che la maggior parte delle regioni ha comunque utilizzato il vaccino quadrivalente e solo alcune hanno optato per il trivalente FLaud.

Complicazioni da virus B
Sembra che il virus B possa provocare molte più complicanze di quello appartenente al ceppo A. E, come sempre, i soggetti più a rischio complicanze sono quelli più deboli come i bambini e gli anziani. In particolare, tra questi ultimi, «si registra la maggior incidenza di complicanze, con un aumento di oltre il 20% di accessi ai Pronto soccorso soprattutto per casi di polmonite, una complicanza da non sottovalutare», conclude Pregliasco.