Salute | Omosessualità

«A cosa ti servono i genitali?» Ecco il medico che ha bullizzato il paziente omosessuale

Un paziente omosessuale pare sia stato bullizzato da un medico. Il direttore dell’ospedale: «se verrà confermato, prenderemo provvedimenti»

Medico bullizza un omosessuale
Medico bullizza un omosessuale (Shutterstock.com)

Ciò che più sfugge al genere umano è il rispetto verso le diseguaglianze. E non stiamo parlando solo di orientamento sessuale ma, più in generale, delle diversità che si manifestano in ogni campo della propria vita. Spesso si etichettano come errati i pensieri altrui solo perché non corrispondono ai nostri. Ma quando si tratta di professionalità, questi giudizi dovrebbero rimanere circoscritti alla nostra mente. Tuttavia in alcuni casi questo non accade e succede che i limiti imposti da una società culturalmente avanzata – e teoricamente educata - vengano superati. E’ il caso di un medico napoletano che recentemente ha letteralmente bullizzato un paziente omosessuale. Ecco i dettagli della vicenda.

Il medico che bullizza il paziente
Secondo alcune ricostruzioni, un medico dell’Ospedale Cutugno avrebbe bullizzato un paziente tesserato all'associazione Arcigay. Si era rivolto al nosocomio napoletano per sottoporsi a una visita di controllo dopo aver eseguito due interventi chirurgici a causa di un ascesso e una fistola anale. A detta del paziente, tuttavia, il medico che lo aveva in cura lo aveva schernito già in precedenza.

A cosa servono i tuoi organi genitali?
Pare che il povero paziente omosessuale sia stato deriso diverse volte dal medico, il quale gli avrebbe persino chiesto a cosa servivano i suoi organi genitali, visto che era gay. L’uomo ha dichiarato di essersi trovato in una situazione discriminatoria dove prevaleva una sorta di comportamento tipico del bullismo.

Si è anche innervosito!
No, non stiamo parlando del povero paziente. A essersi innervosito è stato il medico. Secondo le varie ricostruzioni, infatti, durante la visita medica il dottore gli avrebbe anche posto alcune domande sulla sua vita sessuale. Ma nel giro di breve tempo si sarebbe alterato definendo l’omosessualità una patologia. Infine, innervosito a causa della presenza di un gay nella sua stanza, avrebbe strappato l’impegnativa che serviva per ulteriori accertamenti.

Provvedimenti?
L’azienda sanitaria ha riferito che indagherà sulla faccenda e, se il tutto verrà confermato, prenderà provvedimenti in merito. L’indagine è stata richiesta dal direttore generale dell’azienda Ospedaliera dei Colli, il dottor Giuseppe Matarazzo. La denuncia è partita dall’associazione Arcigay di Napoli, la quale ritiene un comportamento gravissimo, quello del medico. Anche e soprattutto in vista del fatto che il Cutugno di Napoli collabora da anni con la loro associazione al fine di combattere le malattie sessualmente trasmissibili.