15 dicembre 2018
Aggiornato 11:00

Gay o eterosessuale? La differenza sta nel DNA (o quasi)

Un importante studio, presentato all'American Society of Human Genetics, ha valutato le differenze genetiche che risiedono nel genoma delle persone omosessuali

Gli omosessuali hanno un DNA diverso dal nostro?
Gli omosessuali hanno un DNA diverso dal nostro? (Monkey Business Images | Shutterstock)

Un’ampia ricerca ha valutato l’eventuale esistenza delle differenze genetiche riscontrate nelle persone eterosessuali e in quelle omosessuali. Lo studio, coordinato da Andrea Ganna dell'università di Harvard e del Broad Institute di Cambridge, è considerato uno dei più ampi e attendibili finora condotti sull’argomento. Dai loro risultati è emerso che vi sono informazioni genetiche inconsuete tra i due gruppi esaminati. Ecco la possibile differenza che si trova nel DNA di un gay e di un eterosessuale, presentata recentemente preso l’incontro annuale dell'American Society of Human Genetics.

Lo studio
Durante lo studio, il team di ricerca – che include anche scienziati comportamentali - hanno scandagliato centinaia di migliaia di genomi relativi a persone che avevano fornito i propri dati alla Banca del Regno Unito e alla società di genetica privata 23andMe. Hanno quindi selezionato alcuni marcatori genetici delle persone che hanno risposto si o no alla domanda: «Hai mai fatto sesso con qualcuno del tuo stesso sesso?». Le risposte negative sono state 450.939, mentre quelle positive 26.890. Durante lo studio, i ricercatori si sono incontrati regolarmente anche con persone appartenenti alle comunità di lesbiche, di gay, di bisessuali e di transgender.

Chi sono gli eterosessuali?
Secondo i dati emersi dallo studio rientrano nella categoria del comportamento non eterosessuale anche quelli che conducono «un ampio spettro di esperienze sessuali, che vanno da persone che si dedicano esclusivamente a comportamenti dello stesso sesso a coloro che potrebbero averli sperimentati solo una o due volte».

Variazioni del genoma
Grazie allo studio di associazione genome-wide (GWAS), gli scienziati hanno cercato le variazioni genetiche più comuni che si riscontravano nelle persone omosessuali. I risultati dicono che vi sono quattro varianti espresse su alcuni cromosomi (7,11,12 e 15) che potrebbero essere associate al comportamento omosessuale. Due si trovavano solo negli uomini che avevano avuto esperienze sessuali tra persone dello stesso sesso. Mentre un cluster di DNA del cromosoma 15 è associato anche alla calvizie e l’11 a una regione che contiene molti recettori olfattivi. Probabilmente questi ultimi sono anche associati all’attrazione sessuale.

Uno studio importante
Anche il dottor Dean Hamer del National Institutes of Health di Bethesda, che aveva condotto uno studio nel 1993 trovando un collegamento genetico con persone che hanno rapporti sessuali con individui appartenenti allo stesso sesso, ritiene che il nuovo studio sia molto interessante. «È importante che l'attenzione sia finalmente pagata con campioni di grandi dimensioni e istituzioni. Questo è esattamente lo studio che avremmo voluto fare nel 1993», spiega Hamer.

Disturbi psicologici
E’ importante sottolineare che le stesse varianti genetiche si trovano anche negli individui con problemi mentali o psicologici. Entrambi i sessi, dichiaratamente omosessuali, con quella variante avevano più probabilità di avere disturbi depressivi maggiori, schizofrenia e disturbo bipolare. D’altro Ganna ci tiene a evidenziare che non necessariamente le persone omosessuali hanno anche problemi mentali. Tuttavia, queste varianti «potrebbero essere dovute al fatto che le persone che hanno comportamenti non eterosessuali hanno maggiori probabilità di essere discriminate e hanno maggiori probabilità di sviluppare depressione».

Il gene dei Gay
Ora la domanda è: se sei gay hai un gene unico che gli eterosessuali non potrebbero avere? «Sono lieto di annunciare che non esiste un gene gay. Piuttosto, la 'non eterosessualità' è in parte influenzata da molti piccoli effetti genetici», risponde Ganna. «È un segnale intrigante. Non conosciamo quasi nulla della genetica del comportamento sessuale, quindi ovunque è un buon punto di partenza». In sintesi, le quattro varianti genetiche non possono prevedere in maniera affidabile se la persona che abbiamo di fronte possa essere, o meno, omosessuale. «Non c'è davvero alcun potere predittivo».

Un vantaggio?
Ganna pensa che le persone eterosessuali che possiedono le stesse varianti genetiche sono le stesse che desiderano avere più partner sessuali. I geni, quindi, possono presentare anche qualche diversità o vantaggio negli accoppiamenti tradizionali. Ma lo scienziato ha tralasciato volutamente questo discorso durante la presentazione. «Una scelta saggia. Le persone vorrebbero semplificare troppo dicendo «i geni gay aiutano le persone eterosessuali a fare più sesso» e non è davvero così semplice», ha commentato il genetista Chris Cotsapas della Yale School of Medicine.

Comportamenti difficili da valutare
«Dal punto di vista scientifico il comportamento umano è molto difficile da valutare, non è una malattia, così come non lo è l'orientamento sessuale. Lo studio ha delle premesse sbagliate. Vuole infatti trovare una correlazione tra il Dna, che è presente alla nascita, e l'omosessualità, che invece è una scelta libera che si sviluppa dopo in base alle relazioni. Bisogna stare attenti a questo tipo di studi perché vogliono dimostrare che l'uomo è solo il prodotto dei suoi geni. Così si torna indietro», conclude ad Ansa il genetista Emiliano Giardina dell'universitàTor Vergata.