7 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Donne e infarto

Trattamento post-infarto: le donne non vengono curate bene come gli uomini

Le donne non vengono curate adeguatamente e hanno a disposizione diagnosi e cure peggiori rispetto agli uomini

Trattamento post-infarto nelle donne
Trattamento post-infarto nelle donne Shutterstock

Le diseguaglianze ci sono dappertutto, evidentemente anche in campo medico. Secondo una recente indagine condotta da alcuni ricercatori provenienti dalla Svezia, infatti, le donne avrebbero molte più probabilità di morire a causa di un infarto rispetto agli uomini. Il problema di fondo è che la patologia viene considerata quasi totalmente una prerogativa maschile, invece, quelle che hanno la peggio dal punto di vista cardiovascolare sono proprio le donne. Ecco cosa rischiano le donne se i medici continueranno a comportarsi in questo modo.

La ricerca
La ricerca è stata condotta dagli scienziati dell'Università di Leeds e dell'Istituto Karolinska i quali hanno analizzato oltre 180mila pazienti svedesi che hanno avuto un infarto in un periodo di dieci anni. Dai risultati è emerso che le donne erano quelle che avevano avuto molta più probabilità di morire. «Gli attacchi di cuore sono spesso visti come un problema di salute maschile, ma muoiono più donne per malattie cardiache che quelle per il cancro al seno», ha dichiarato la British Heart Foundation.

Le donne vengono trattate peggio
Uno dei motivi per cui le donne rischiavano di più è il fatto che avevano minor probabilità – rispetto agli uomini – di ricevere trattamenti adeguati. «C'è un grande malinteso tra il pubblico e gli operatori sanitari su quali siano i pazienti con infarto. In genere, quando pensiamo a un paziente con un attacco di cuore, vediamo un uomo di mezza età che è in sovrappeso, ha il diabete e fuma. Questo non è sempre il caso: gli attacchi di cuore colpiscono lo spettro più ampio della popolazione, comprese le donne», spiega il professor Chris Gale, dell'Università di Leeds.

Meno trattamenti per le donne
Secondo quanto riportato sul sito della BBC, le donne avevano il 34% in meno di probabilità di ricevere trattamenti mirati alla riduzione delle placche nelle arterie, tra questi bypass e stent. Ma non solo: vi era una riduzione del 24% sulla prescrizione di farmaci che aiutano a prevenire un secondo infarto o dell’aspirina che riduce il rischio di coaguli di sangue. Tutto ciò accade nonostante le linee guida siano ben chiare sull’uguaglianza terapeutica per entrambi i sessi.

Risultati preoccupanti
«I risultati di questa ricerca sono preoccupanti. Abbiamo urgente bisogno di sensibilizzare a questo problema perché è qualcosa che può essere facilmente cambiato: semplicemente garantendo che più donne ricevano i trattamenti raccomandati, saremo in grado di aiutare più famiglie a evitare il crepacuore di perdere una persona cara a causa di una malattia cardiaca», dichiara il professor Jeremy Pearson, della British Heart Foundation.

Molte vite si potrebbero salvare
Dai risultati emersi dallo studio risulta che le donne che hanno ricevuto i corretti trattamenti possono essere salvate. Ciò significa che il problema non risiede nel sesso ma nel modo in cui i medici prendono in considerazione il rischio di infarto in una donna. Secondo il professor Gale, il problema sta alla base: gli operatori sanitari sembrano richiedere meno test diagnostici nelle persone di sesso femminile. «Questo cambia l'intero percorso di cura. Se ti sei perso la prima opportunità di cura - è molto più probabile che manchi il prossimo punto di contatto - e il tutto si somma cumulativamente portando a una maggiore mortalità. La Svezia è un leader nel settore sanitario, con uno dei più bassi tassi di mortalità per attacchi di cuore, ma vediamo ancora questa disparità di trattamento e nei risultati tra uomini e donne», conclude Gale.