23 settembre 2019
Aggiornato 09:00
Vitamina C e tubercolosi

Vitamina C e agrumi, ecco come combattono la tubercolosi. Cos’è la tubercolosi e i sintomi

Agrumi e vitamina C potrebbero aiutare a combattere la tubercolosi riducendo la terapia e portando a una guarigione più rapida

Agrumi, vitamina C e tubercolosi
Agrumi, vitamina C e tubercolosi Shutterstock

In Europa si sta assistendo a un aumento di casi di tubercolosi, solo nel 2016 ci sono state oltre 320mila segnalazioni, di cui quasi quattromila nel nostro paese. Una nuova ricerca, tuttavia, sembra suggerire che il consumo di vitamina C, attraverso vegetali che ne sono ricchi come i peperoni, alcuni tipi di bacche e gli agrumi, potrebbe portare a una guarigione più rapida i pazienti affetti dalla patologia. Ovviamente le integrazioni della vitamina devono sempre essere accompagnate dall’uso di farmaci per la tubercolosi.

Terapie più brevi
Purtroppo la sola vitamina C non basta e guarire dalla tubercolosi non è affatto una passeggiata. Le terapie, infatti, devono essere prolungate nel tempo affinché possano essere davvero efficaci. Tuttavia alcuni scienziati statunitensi sono riusciti a dimostrare come agrumi, vegetali o integratori di vitamina C siano in grado di ridurre sensibilmente la durata della cura.

Lo studio
Durante lo studio, gli scienziati hanno infettato alcuni topolini da laboratorio con il Mycobacterium tuberculosis (o bacillo di Koch). Dopoché li hanno divisi in tre gruppi: il primo veniva curato con farmaci tradizionali, il secondo con vitamina C e il terzo con entrambi. Un mese dopo, e sei settimane successive, gli studiosi hanno rilevato la presenza del batterio nel corpicino dei ratti.

I risultati
Dai risultati è emerso che la sola vitamina C non ha avuto alcun effetto, ma la combinazione dell’acido ascorbico con i tradizionali farmaci (isoniazide e rifampicina) è stata in grado di ridurre «il carico di organi più velocemente rispetto ai due farmaci senza vitamina C», ha dichiarato Catherine J. Vilcheze, dottoressa e insegnante presso il Dipartimento di Microbiologia e Immunologia dell’Albert Einstein College of Medicine, nel Bronx (New York). Risultati pressoché simili sono stati ottenuti anche nelle colture di tessuti infetti riducendo i tempi di cura di sette giorni.

Meno di sei mesi di terapia
«Il nostro studio dimostra che l'aggiunta di vitamina C al trattamento farmacologico della tubercolosi potenzia l'uccisione del micobatterio e potrebbe abbreviare la terapia della tubercolosi», ha detto il ricercatore principale William R. Jacobs, Jr, dottore, ricercatore dell’Howard Hughes Medical Institute, Einstein College of Medicine. «Questo è importante perché il trattamento della tubercolosi che necessita di farmaci richiede ben sei mesi» e, tra le altre cose, potrebbe anche «portare all'emergenza e alla diffusione della TBC resistente ai medicinali», continua Jacobs. La ricerca è stata pubblicata su Antimicrobial Agents and Chemotherapy, una rivista dell'American Society for Microbiology.

Funziona anche la vitamina D
Ricordiamo anche una recente ricerca condotta dalla Queen Mary University, che ha spiegato il motivo per cui un tempo molti pazienti affetti da tubercolosi guarivano più velocemente se esposti al sole. Gli scienziati hanno coinvolto 95 pazienti affetti da tubercolosi e alcuni di loro sono stati anche trattati con con vitamina D ad alto dosaggio. Dai risultati è emerso che il batterio responsabile della Tubercolosi è stato eliminato più velocemente nei volontari che assumevano tale vitamina. «Fino a pochi anni fa si credeva che fosse l’abbinamento sole, aria pura e frizzante della montagna a produrre le guarigioni, ma oggi c’è la conferma che il sole metabolizzando la vitamina, aumenta la capacità immunitaria dell’organismo, tanto da contribuire a debellare le infezioni da Tbc», spiega alla Fondazione Veronesi Giancarlo Isaia, geriatra dell’università di Torino delle Molinette.

Cos’è la tubercolosi
La tubercolosi è una malattia infettiva provocata dal batterio Mycobacterium tuberculosis, un tempo noto con il nome di bacillo di Koch. Fu scoperto per la prima volta da un batteriologo tedesco, il dottor Robert Koch, nel 1882. In realtà la maggior parte delle persone che entra in contatto con il batterio non sviluppa sintomi perché il sistema immunitario e in grado di riconoscerla e combatterla. Questa forma viene definita latente e si differenzia dalla tubercolosi attiva che, in realtà, necessita di cure. È importante sottolineare che chi è affetto dalla forma latente non può trasmettere la tubercolosi alle persone vicine.

I sintomi della tubercolosi
I sintomi della tubercolosi a volte sono atipici e possono comprendere insolita perdita di peso, sudorazione notturna, febbre, inappetenza e stanchezza cronica. Se la tubercolosi interessa i polmoni viene definita tubercolosi polmonare e può evidenziare tosse persistente che dura più settimane, dolori toracici ed emottisi (sangue durante la tosse).