2 giugno 2020
Aggiornato 08:00
Depressione e probiotici

La depressione? Si riduce a colpi di probiotici

I probiotici sembrano ridurre il rischio di depressione, specie quando si segue una dieta squilibrata. I risultati dello studio

Depressione e probiotici
Depressione e probiotici Shutterstock

I probiotici sembrano essere la risposta a molti dei mali moderni. Il nostro corpo, infatti, è composto in maggioranza da batteri che vivono in simbiosi con noi e, in minor misura, da cellule umane. Da ciò si evince l’estrema importanza e l’incredibile ruolo che svolgono all’interno dell’organismo umano. I microorganismi che vivono in simbiosi con noi pare siano persino in grado di controllare e riequilibrare le emozioni umane. Una recente ricerca conferma gli studi precedenti che collegano l’uso dei probiotici con la depressione.

Cos’è il microbiota umano?
Il microbiota è l’insieme dei microorganismi che vivono in simbiosi con il corpo umano da miliardi di anni. Quello che negli ultimi anni si è scoperto è che il corredo genetico umano è formato per il 99% da batteri. Ciò significa che possiamo alterarne le funzioni – in meglio o in peggio – modificando la nostra alimentazione o assumendo farmaci che modificano la varietà e la quantità degli organismi che compongono il super organismo che noi conosciamo come corpo umano.

Depressione e probiotici
Se il nostro corpo umano funziona al meglio quando possiede una grande varietà di batteri e, in particolare, alcune direttamente collegate con il buonumore, è abbastanza logico pensare che una loro integrazione possa ridurre al minimo il rischio di depressione. Un recente studio, condotto da alcuni scienziati della Danimarca, ha evidenziato che i ratti che seguivano una dieta ricca di grassi avevano sviluppato un comportamento simile alla depressione. D’altro canto i piccoli roditori che avevano la stessa alimentazione ma arricchita con probiotici non mostravano alterazioni d’umore.

Riduzione dell’infiammazione
Gli scienziati hanno anche scoperto che i ratti che non avevano assunto probiotici evidenziavano un numero più elevato di globuli bianchi a livello del tessuto cerebrale, sintomo che l’infiammazione cronica era in aumento. Un problema che si manifesta con molta frequenza anche nei tessuti grassi e nel fegato di persone in sovrappeso o obese. Chi invece consumava probiotici aveva una netta diminuzione delle cellule che causano infiammazione.

Probiotici e sistema immunitario
«Questo può indicare che una delle cose che fanno i probiotici è lavorare per riprogrammare il sistema immunitario. In questo studio, i ratti compensano le conseguenze della dieta grassa con l'aiuto dei probiotici, in modo da diventare alla pari con i loro coetanei del gruppo di controllo», ha dichiarato Anders Abildgaard, ricercatore presso l'Università di Aarhus in Danimarca.

Una scoperta affascinante
«Questa è una scoperta affascinante che supporta la conclusione che i probiotici, che funzionano principalmente nell'intestino, colpiscono anche il cervello, il che rende il risultato interessante per il trattamento della depressione», continua Abildgaard. Al termine dello studio, durato tre mesi, gli scienziati hanno constatato che i topi che avevano un’alimentazione grassa senza probiotici avevano livelli di depressione in aumento. Lo studio è stato pubblicato su Brain, Behavior and Immunity.

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