5 dicembre 2020
Aggiornato 05:30
Batteri resistenti

Ecco gli antibiotici «a misura» di paziente: combatteranno i batteri resistenti

Un sistema ideato in Israele permette di ridurre al minimo l’antibiotico-resistenza grazie a cure personalizzate e rapide

Un nuovo sistema diagnostico, recentemente sviluppato presso il Technion-Israel Institute of Technology, probabilmente ci aiuterà a ridurre il rischio di mortalità causato dall’allarmante antibiotico-resistenza che si sta diffondendo in tutto il mondo, a macchia d’olio. Attraverso tale metodo, infatti, sarà possibile ottenere una personalizzazione rapida e accurata per fornire al paziente una cura davvero efficace. Ecco, i risultati pubblicati sul National Academy of Sciences (PNAS).

Diagnosi più rapida, cura più efficace
Si sa che in medicina l’aspetto più importante è la rapidità di intervento. Purtroppo, però, è molto facile che i tempi si allunghino perché i metodi diagnostici non sono sempre molto celeri. Le stime ci dicono che per ogni ora in cui un trattamento antibiotico viene ritardato, i tassi di sopravvivenza diminuiscono di circa il 7,6% con un elevato rischio di shock settico. D’altro canto se il nuovo sistema verrà commercializzato, i pazienti che presentano gravi infezioni potranno essere diagnosticate precocemente beneficiando di un antibiotico completamente personalizzato.

Resistenza agli antibiotici
«L'aumento della resistenza agli antibiotici deriva dal modo in cui stiamo usando - e in maniera abusiva - questi farmaci. La nuova lista dell'OMS dovrebbe aiutare i pianificatori e i prescrittori dei sistemi sanitari a garantire che le persone che hanno bisogno di antibiotici lo possano avere a disposizione, e assicurino che ottengano quello più adatto a loro, in modo che il problema della resistenza non peggiori».

Centinaia di test
«Ogni giorno, in ogni ospedale di Israele, vengono eseguite decine di centinaia di test per mappare i livelli di resistenza dei batteri infettivi da campioni prelevati dai pazienti. Il problema è che questo è un test molto lungo, poiché si basa sull'invio del campione al laboratorio, sulla crescita di una coltura batterica in una capsula di Petri e sull'analisi della coltura. Questo processo richiede un campionamento relativamente ampio e di solito richiede alcuni giorni, in parte perché il giorno lavorativo nei laboratori è limitato a circa otto ore», ha dichiarato Technion Jonathan Avesar, uno degli sviluppatori del nuovo sistema. «Il nostro metodo, d'altra parte, fornisce risultati accurati in poco tempo sulla base di un campione molto più piccolo. È ovvio che una risposta più rapida ci consente di iniziare il trattamento prima e di migliorare la velocità di recupero».

Analisi rapida dei batteri
Il sistema SNDA-AST è in grado di analizzare con estrema rapidità i batteri prelevati dai pazienti affetti da infezioni di vario tipo. Ma non solo: può valutare anche il livello di resistenza a specifici antibiotici. In questo modo il paziente può beneficiare di una cura che – sicuramente – sarà efficace contro quel tipo di infezione. Per velocizzare la pratica, gli scienziati sono riusciti a identificare i batteri direttamente da un campione di urina, in questo modo si ottiene un referto con due giorni di anticipo.

Il chip
Per completare le analisi, i ricercatori hanno dato vita a un chip che contiene centinaia di pozzetti di nanolitri – ovvero mille volte più piccoli di un millilitro. Questi contengono batteri e antibiotici specifici. Il rilevamento della risposta batterica si evidenzia grazie alla presenza di un marcatore fluorescente e altri accurati strumenti di laboratorio. «L'uso della tecnologia che abbiamo sviluppato riduce le dimensioni del campione richiesto di diversi ordini di grandezza, riduce il tempo di scansione di circa il 50%, riduce significativamente lo spazio di laboratorio richiesto per i test e, infine, riduce il costo per i test», conclude Avesar.