20 settembre 2019
Aggiornato 22:00
Tassa notturna sui farmaci

Farmaci, il supplemento notturno costerà il doppio

Il supllemento dei farmaci acquistati nelle ore notturne sarà aumentato di circa il doppio. Il Codacons: «una ignobile speculazione»

Raddoppio del supplemento notturno
Raddoppio del supplemento notturno Shutterstock

A qualunque quotidiano piacerebbe, di tanto in tanto, poter dare una bella notizia ai propri lettori. Peccato che la stragrande maggioranza degli articoli riguardi tasse e aumento di prezzi su diversi fronti. Questa volta la stangata è dedicata ai farmaci acquistati nelle ore notturne. E non è affatto una bella novità considerando che se ci si rivolge a una farmacia di notte è abbastanza ovvio che si ha la necessità di avere a disposizione un farmaco piuttosto urgentemente. Eppure, se dovesse accadervi, sappiate che potrebbe costarvi il doppio.

Tariffe che salgono alle stelle
Le tariffe notturne stanno assistendo a una lievitazione esponenziale dei prezzi. Se prima si attestavano intorno ai 3,87 euro oggi arriviamo addirittura a 7,50. Ma la peggio se la vedranno le persone costrette a rivolgersi a farmacie presenti in piccoli comuni con un numero di residenti inferiore a tremila abitanti. A loro toccherà pagare una tariffa di ben 10 euro.

Modifica già operativa
La modifica è stata riportata sulla Gazzetta Ufficiale e riguarda il decreto ministeriale del 22 settembre, in vigore da sabato scorso. Se vi sembra un po’ esagerato l’aumento imposto sappiate che Federfarma ha sottolineato che le tariffe non erano state più aggiornate da oltre vent’anni. «La remunerazione del servizio notturno è restata ferma per 24 anni. Dal ’93 l’importo dovuto era stato fissato a 3,87 euro per le farmacie urbane e 4,91 euro per le farmacie rurali sussidiate. È chiaro che se fosse stata aggiornata ogni due anni, come previsto dalla norma, l’aumento sarebbe stato lento e progressivo nel tempo, e non avrebbe perciò fatto tanto clamore», ha dichiarato Marco Cossolo, presidente di Federfarma. Tuttavia, è importante ricordate che se il farmaco viene prescritto – in regime SSN – dalla guardia medica, o vi è la dicitura d’urgenza, il supplemento non sarà a carico del cittadino. D’altro canto lo sconto del 16% rivolto a enti pubblici e privati che hanno finalità benefiche e assistenziali rimane invariato.

Nessun problema in caso di reale necessità
«C’è da dire anche che nei casi di vera necessità, vale a dire quando il farmaco è prescritto in regime di Ssn dalla guardia medica, oppure è prescritto dal medico su ricetta Ssn con l'indicazione del carattere di urgenza - continua Cossolo - l'importo del diritto addizionale è a carico del Ssn e quindi non grava sul cittadino. Nel caso poi di un paziente dimesso dal pronto soccorso, la prima dose della terapia viene somministrata in ospedale e il proseguimento della cura avviene di solito il giorno successivo, quindi c'è tutto il tempo per andare in farmacia nel normale orario di apertura».

Medicinali per animali
Per quanto riguarda i medicinali veterinari che verranno venduti dopo l’orario di chiusura, alle farmacie spetterà un diritto addizionale di 7,50 euro (rurali 10 euro). I diritti addizionali, quindi, dovranno essere corrisposti solo quando la farmacia effettuerà il servizio a battenti chiusi.

Il Condacons dice «no»
Secondo il Codacons questa è «una ignobile speculazione sullo stato di necessità dei cittadini. Chi acquista farmaci in orari notturni non lo fa per divertimento, ma perché si trova in un evidente stato di necessità e non può essere punito per questo. Introdurre incrementi tariffari a danno di chi utilizza le farmacie di notte equivale a danneggiare chi, per motivi di urgenza o a causa di situazioni di particolare bisogno, è costretto a uscire di casa di notte per acquistare medicinali. A costoro non dovrebbe essere chiesto nemmeno 1 euro di sovrapprezzo, considerato che le farmacie svolgono un servizio obbligatorio e dovuto», conclude il presidente Carlo Rienzi.