23 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
Christiaan Barnard

Il primo trapianto di cuore della storia? Cinquant’anni fa. Ecco cosa accadde

Cinquant’anni fa è stato eseguito il primo trapianto di cuore della storia, il coraggioso medico è morto solo alcuni anni fa lasciandoci in eredità la soluzione per salvare molte vite umane

Il primo trapianto di cuore della storia
Il primo trapianto di cuore della storia Shutterstock

Era il mese di dicembre, per la precisione il 3 dicembre del 1967 quando, per la prima volta al mondo, fu effettuato un trapianto di cuore. È stato registrato come il primo della storia della medicina classica. E oggi, ben cinquant’anni dopo, molte cose sono cambiate. Ma si tratta pur sempre di uno degli interventi più temibili per il genere umano. Nonostante ciò sono tante le persone che si sono salvate grazie a tecniche più moderne e affidabili.

Insufficienza cardiaca
Il 3 dicembre del 1967, fu il chirurgo sudafricano Christiaan Barnard a tentare il primo trapianto di cuore della storia. Per lui l’impresa sarà stata decisamente ardua, considerando che non aveva a disposizione interventi precedenti con cui confrontarsi. Ma pare che il suo coraggio fu particolarmente utile perché il suo paziente – affetto da una gravissima insufficienza cardiaca – si salvò. Anche se la sua vita fu comunque molto breve.

Louis Washkansky
Il nome dell’uomo sottoposto a trapianto di cuore è Louis Washkansky, il paziente all’epoca aveva 53 anni e a causa di una grave insufficienza cardiaca stava per morire. La donazione dell’organo fu possibile grazie a una ragazza giovanissima di appena 25 anni, Denise Darvall. Si trattava di un’ex impiegata di banca investita tragicamente il giorno precedente da un’auto mentre attraversava la strada.

Consenso immediato
Secondo quanto riportato dai media locali dell’epoca il padre di Denise diede l’immediato consenso per la donazione degli organi della giovane figlia. Washkansky fu così portato in sala operatoria con urgenza nelle prime ore del fatidico 3 dicembre. Per eseguire un intervento simile fu necessaria la collaborazione di 20 medici e professionisti del settore.

Tanta fiducia e speranza
«Quando l'ultima connessione fu fatta era il momento della verità. Tutti allungarono il collo per vedere meglio. In un completo silenzio il professor Barnard mormorò «Cristo, funzionerà»», si legge nel libro Every Second Counts: The Race to Transplant the First Human Heart redatto dal  giornalista e scrittore Donald McRae.

Sta bene!
Finalmente, dopo un’attesa di 33 ore da parte dei medici, il paziente cominciò a parlare. Ha anche affermato di sentirsi molto meglio. Famiglia e camici bianchi esultarono per il risultato positivo che erano riusciti a ottenere. D’altro canto si trattava del primo intervento della storia.

Ma poi le cose cambiarono
Inaspettatamente, però, 18 giorni dopo l’intervento, il paziente morì. In realtà non si trattò di un problema causato dall’intervento chirurgico ma di una grave polmonite. Il cuore, infatti, era perfettamente funzionante ma il sistema immunitario era seriamente indebolito a causa dell’utilizzo di farmaci immunosoppressori. Nonostante la triste vicenda Bernard divenne famoso in tutto il mondo grazie alla sua intraprendenza e al suo coraggio. Morì pochi anni fa, nel 2001, a causa di un fortissimo attacco di asma. Grazie a lui, però, ogni anno vengono salvate migliaia di persone ogni anno grazie ai trapianti di cuore.