Salute | Morbo di Crohn

Malattia di Crohn: come distinguerla dalla sindrome del colon irritabile

I sintomi della malattia di Crohn spesso vengono confusi con quelli della sindrome del colon irritabile ma ci sono alcuni piccoli segnali da non sottovalutare. Ecco quali sono

Morbo di Crohn e sindrome del colon irritabile
Morbo di Crohn e sindrome del colon irritabile (BlurryMe | shutterstock)

Ancora in aumento – negli ultimi dieci anni –  le malattie infiammatorie croniche dell’intestino, da molti conosciute con il termine inglese inflammatory bowel disease (IBD). Pr questo motivo scienziati provenienti da tutto il mondo stanno cercando di migliorare le diagnosi, gli approcci terapeutici e le strategie di trattamento. Prima ancora dell’intervento medico è importante, però, osservare con attenzione alcuni segnali che potrebbero escludere la sindrome del colon irritabile e far pensare alla malattia di Crohn. Una patologia in forte aumento tra gli under 18.

I sintomi tipici del morbo di Crohn
A differenza della sindrome del colon irritabile, il morbo di Crohn presenta dei sintomi ben precisi. Il dolore addominale per esempio, si manifesta quasi sempre nella zona inferiore destra ed è accompagnato da diarrea. In molti casi si evidenzia del sanguinamento rettale, una perdita di peso, e febbricola. Più raramente anche il vomito.  Se il sanguinamento è di un certo rilievo, la patologia può essere accompagna da anemia e una conseguente scarsità di ossigeno a livello dei tessuti.

I sintomi della sindrome del colon irritabile
A differenza del morbo di Crohn, il dolore addominale si presenta quasi sempre nel quadrante superiore o inferiore. Inoltre si possono manifestare crampi e alvo alternato. Ciò significa che non c’è quasi sempre diarrea – come nella malattia di Crohn -  ma anche molti episodi di stitichezza. Anche se, va sottolineato, che vi è una probabilità maggiore di costipazione nel sesso femminile e feci non formate negli uomini. Generalmente si presenta anche gonfiore addominale e muco nelle feci. Non c’è mai traccia di sangue.

Le cause del morbo di Chron
La malattia di Crohn è una malattia infiammatoria intestinale che colpisce soprattutto la parte terminale dell'intestino tenue chiamata ileo. L’infiammazione si estende in profondità del rivestimento del tratto gastrointestinale. Se non si interviene in tempo, tale processo infiammatorio può dar luogo a esiti cicatriziali che possono causare una stenosi, ovvero il restringimento di un passaggio nell’intestino che, a sua volta, provoca un rallentamento nel movimento del cibo, dolore e crampi. È considerata una patologia di tipo autoimmune, nella quale il sistema immunitario aggredisce l’apparato digerente. Molti studi evidenziano cause genetiche alla base della malattia.

Sintomi del morbo di Crohn
Sintomi del morbo di Crohn (Designua | Shutterstock)

Le cause della sindrome del colon irritabile
La sindrome del colon irritabile colpisce il grosso intestino. In pratica, i muscoli che si trovano nell'intestino crasso sono deputati allo spostamento della massa di cibo che è arrivata in questa zona. Qui vengono eliminati i residui liquidi e tutto ciò che è indigeribile dà consistenza alle feci solide affinché possano essere espulse. Tuttavia, nei pazienti affetti da colon irritabile, spesso i muscoli spostano la massa di cibo troppo velocemente, lasciando acqua nelle feci e causando diarrea. Se, al contrario, la massa viene rimossa in tempi troppo lunghi, si ha a che fare con episodi di stitichezza. Le teorie su tale patologia si sprecano ma sulle cause non vi è ancora niente di certo. Si ipotizza un’ipersensibilità dei nervi dell’intestino e infiammazione delle mucose. Alcuni studiosi hanno anche trovato un legame con precedenti episodi di un’infezione virale o batterica a carico dell’apparato digerente. Tra le altre cause si ricorda lo stress, intolleranze alimentari e problemi psicologici.

I nuovi farmaci immunoterapia
Nel nostro paese, a breve, avremo a disposizione alcuni farmaci immunoterapici che ci permetteranno di combattere la malattia di Crohn. «In arrivo, il prossimo anno, l’ustekinumab, un anticorpo monoclonale IgG1κ interamente umano, che lega interleuchina (IL)- 12/23, prodotto in una linea cellulare di mieloma murino, usando la tecnologia di DNA ricombinante.  Il farmaco lega l’interleuchina 12/23 impedendone il legame con il suo recettore e la conseguente attivazione di svariati meccanismi infiammatori a livello della mucosa intestinale. Questo nuovo ritrovato, sebbene sia costoso, ci permetterebbe maggiori possibilità per selezionare la migliore terapia e cura individuale», ha dichiarato il professor Alessandro Armuzzi, della Fondazione Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica di Roma.

  •  Approfondimento: i probiotici funzionano?
    Secondo un recente studio revisionale «non vi sono prove sufficienti per trarre conclusioni circa l'efficacia dei probiotici per l'induzione della remissione nella malattia di Crohn. Vi è una mancanza di RCT [studi randomizzati controllati, nda] ben progettati in questo settore e sono necessarie ulteriori ricerche».

Colpisce sempre più giovani
«Il paziente tipo della Malattia di Crohn è generalmente giovane, più frequentemente tra i 20 e i 30 anni di vita, senza particolari differenze tra uomo e donna. Ma circa il 20% viene diagnosticato  in età pediatrica, quindi al di sotto dei 18 anni. Le cause sono ancora ignote, ma ci sono varie ipotesi. Tre i meccanismi principali: un fattore esterno, che sembra si ripercuota sulla flora batterica intestinale, alterando l’equilibrio dei batteri dell’intestino; un fattore genetico, con  numerose piccole mutazioni dei geni; infine quando intervengono simultaneamente il fattore genetico e quello ambientale, si estrinseca un’alterazione del sistema immunitario a livello della mucosa intestinale, che genera infiammazione acuta e cronica con danni intestinali», continua – afferma Prof. Armuzzi.

Le diagnosi dovrebbero essere eseguite precocemente
«Una diagnosi tardiva comporta un maggior danno permanente per l’intestino, che potrebbe diventare irriversibile. Di conseguenza, se si arrivasse tardi, potrebbe essere inevitabile l’opzione chirurgica. Una scelta, questa che salva il paziente, ma che si cerca di tenere come ultima risorsa terapeutica. Occorre quindi rivolgersi, quando si verificano i primi sintomi, il prima possibile al proprio medico di fiducia. Se questo non desse risposte complete, allora è consigliabile il ricorso ai centri specialistici esistenti in tutta Italia per diagnosi, cura delle malattie infiammatorie croniche intestinali», conclude Armuzzi.

Bibliografia scientifica

[1] Irritable Bowel Syndrome in Adults Diagnosis and Management of Irritable Bowel Syndrome in Primary Care NICE Clinical Guidelines, No. 61 National Collaborating Centre for Nursing and Supportive Care (UK). London: Royal College of Nursing (UK); 2008 Feb.

[2] Irritable Bowel Syndrome (IBS) – Pubmed Health

[3] Cochrane Database of Systematic Reviews: Plain Language Summaries [Internet]. Probiotics for treatment of active Crohn's disease This version published: 2008; Review content assessed as up-to-date: April 20, 2008.