9 febbraio 2023
Aggiornato 07:30
Sport e cervello

Un po’ di movimento quotidiano rallenta l’invecchiamento e potenzia il tuo cervello

Ancora conferme sui benefici dell’attività fisica. Un po’ al giorno promuove la salute del cervello, potenziandone memoria e funzioni. In più potrebbe prevenire la demenza

Sport e cervello
Sport e cervello Foto: Shutterstock

Se ci sono due cose che gli esseri umani temono come la peste, quelle sono l’invecchiamento e i deficit cognitivi. Non a caso gli integratori che servono allo scopo sono sempre in pole position tra tutti quelli commercializzati. Eppure, secondo alcuni ricercatori inglesi, c’è un metodo molto più semplice e veloce per contrastare le due condizioni: fare esercizio fisico. Il movimento, infatti, sarebbe in grado di potenziare l’efficienza cerebrale, rallentando i segni del tempo. Lo studio pubblicato su NeuroImage.

L’esercizio aerobico fa bene al cervello
L’attività fisica non è essenziale solo per mantenere il cuore in buona salute, per contrastare l’aumento di peso o avere un fisico scolpito. Pare che un po’ di movimento sia importante anche per mantenere la massima efficienza cerebrale. In particolare per godere di ottima memoria. A suggerirlo, sono stati alcuni ricercatori dell'Istituto Nazionale di Medicina Complementare dell'Australia presso la Western University di Sydney e la Divisione di Psicologia e Salute Mentale dell'Università di Manchester nel Regno Unito.

Migliora l’ippocampo
Tutti sappiamo che le funzionalità del nostro cervello si riducono a poco a poco con il passare del tempo. Recenti stime indicano che dai 40 anni in su, la riduzione media si attesta intorno al 5% per ogni decade. Dai risultati ottenuti da studi precedenti condotti su modello animale, si è potuto constatare come l’esercizio fisico sia in grado di rallentare tale processo, aumentando la dimensione dell’ippocampo negli animali. D’altro canto la collaborazione tra gli scienziati del Regno Unito e dell’Australia ha permesso di confermare tale tesi anche sull’essere umano.

Lo studio
Durante lo studio i ricercatori hanno analizzati 14 ricerche cliniche che avevano mostrato le scansioni cerebrali di 737 persone prima e dopo programmi di esercizio aerobico. Tra i partecipanti vi erano sia adulti sani, che quelli con lievi declini cognitivi e altre persone affette da malattie mentali tra cui depressione e schizofrenia. Gli individui avevano un’età variabile dai 24 ai 76, con un’età media di 66.

Vari tipi di esercizio fisico
Gli studiosi hanno esaminato a fondo gli effetti sul cervello di vari tipi di esercizio aerobico. Tra questi la camminata, l’attività sul tapis roulant e il ciclismo stazionario. La durata media delle sessioni variava da 2 a 5 a settimane per un minimo di tre mesi. Di risultati è emerso che se da un lato il volume ippocampale totale non veniva modificato in seguito all’attività fisica, la dimensione della regione sinistra dell’ippocampo era aumentata in maniera significativa.

Le prove
Secondo Joseph Firth, autore dello studio, i dati ottenuti dagli scienziati forniscono un’importante prova sulla relazione che vi è tra il movimento e la salute del cervello. A quanto pare, infatti, mentre si fa sport viene prodotta una sostanza denominata fattore neurotrofico cerebrale o BDNF. Si tratta di un importante polipeptide presente nel cervello di tutti i mammiferi che pare essere in grado di prevenire il declino cognitivo legato all’età. Secondo gli scienziati, questa importante scoperta potrebbe portare a un’ottima strategia di prevenzione per tutti i disturbi neurodegenerativi.