21 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Gemelle siamesi

Gemelle siamesi separate al Bambino Gesù, ora stanno bene

Due gemelline siamesi sono state separate con successo presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. 10 ore di intervento e un team multidisciplinare composto da 40 medici

Gemelle siamese separate al Bambino Gesù di Roma
Gemelle siamese separate al Bambino Gesù di Roma Shutterstock

ROMA - Un altro intervento completato successo ed effettuato presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Si tratta di due gemelline siamesi che avevano ormai un anno mezzo. Sono nate unite a livello addominale e toracico, condividendo buona parte degli organi situati nella zona, tra cui anche fegato e pericardio. Per fortuna il risultato è stato entusiasmante e ora le piccole stanno bene. I dettagli della vicenda

L’intervento a ottobre
L’intervento è stato eseguito circa un mese fa, precisamente l’8 ottobre. E ha coinvolto due gemelline siamesi di origini algerine che ora hanno 17 mesi. Può essere considerato quasi un intervento da record tenendo presente che è durato ben dieci ore. Inoltre è stato necessario svolgere un lavoro di squadra che ha interessato ben 5 equipe. In totale sono stati coinvolti ben 40 medici e specialisti vari.

Non è il primo del Bambino Gesù
Per fortuna i casi di nascite di gemelli siamesi sono abbastanza rari. Tuttavia non è la prima volta che vengono eseguite operazioni così complicate. Al Bambino Gesù di Roma, infatti, è stato effettuato un intervento simile circa 30 anni fa. Uno dei pochi svolti in Italia. L’intervento precedente è stato effettuato negli anni 80, in quel caso i due fratellini era maschi. E, come per le Bambine Algerine erano unite a livello di torace e addome (siamesi toraco-onfalopaghi). Questa volta, per separare le piccole Rayenne e Djihene, il team multidisciplinare è stato coordinato da Alessandro Inserra, direttore del Dipartimento Chirurgico. Una speciale procedura ha permesso di dimezzare i tempi di intervento che normalmente si attestano intorno alle 18-20 ore.

Cura dei più piccoli particolari
«La fase di studio è stata curata in ogni dettaglio così che al momento dell’intervento ognuno sapesse esattamente dove e come operare. Il che ha consentito di portare a termine tutto l’intervento nello stesso giorno con diverse unità chirurgiche che hanno lavorato a ritmo serrato non più di tre ore ciascuna. Affrontare questo lungo cammino con i colleghi, il personale coinvolto e i genitori delle piccole che non ci hanno fatto mai mancare il loro sostegno, è stata un’esperienza esaltante a livello umano e professionale», ha dichiarato Inserra.

Gli organi in comune
Le piccole siamesi avevano in comune diversi organi tra cui il pericardio (che possedeva due cuori), il fegato (con rete vascolare distinta). Durante l’operazione sono state divise costole e fegato. Dopodiché sono stati ricostruiti interamente il diaframma e lo sterno. Alcune sostanze biologiche hanno permesso di dare origine a un nuovo pericardio, ristrutturando anche l’intera parete toracica e l’addome.

Stampi 3D
Affinché tutto andasse nel migliore dei modi, la squadra di medici ed esperti, prima dell’intervento ha realizzato modelli e stampe 3D delle gemelline. La riduzione dei tempi dell’operazione ha permesso alle gemelline di beneficiare di un’anestesia abbreviata. Per fortuna ora le piccole stanno bene e presto potranno tornare a casa. «L’intervento di separazione si è concluso senza complicazioni. Le bambine non hanno problemi funzionali e stanno bene. In futuro si dovrà intervenire nuovamente per correzioni di natura estetica, ma il loro percorso di crescita sarà normale», conclude Inserra.

Un’altra coppia di siamesi
Visto il successo dell’intervento, nelle prossime settimane l’Ospedale eseguirà un’operazione simile su gemelle siamesi già ricoverate nel reparto Neonatologia. Questa volta vengono dal Burundi e sono unite dalla zona sacrale. Tali interventi rientrano nell'ambito delle missioni umanitarie promosse dall'Ospedale.