27 novembre 2021
Aggiornato 22:00
Influenza stagionale

Influenza addio: in arrivo un vaccino universale che combatterà tutti i ceppi virali

Gli scienziati del Vanderbilt University Medical Center stanno guidando lo sforzo internazionale per sviluppare il vaccino universale contro l'influenza, che agisce nei confronti di tutti i ceppi conosciuti del virus. Potrebbe essere l'addio a febbre, dolori, tosse, catarro e così via

STATI UNITI – Trovare e sviluppare un vaccino universale che sia efficace contro tutti i ceppi di virus dell'influenza permetterebbe a tutti, e una volta per tutte, di dire addio a una fastidiosa (e a volte pericolosa) malattia che ogni anno puntualmente colpisce dai 5 agli 8 milioni di persone soltanto in Italia. Per far questo, i ricercatori del Vanderbilt University Medical Center stanno portando avanti uno sforzo internazionale per sviluppare questo vaccino universale. Allo stato attuale, infatti, i vaccini contro l'influenza possono ridurre il rischio della malattia fino al 60% durante le stagioni in cui il vaccino è ben accoppiato alla maggior parte dei ceppi circolanti dell'influenza. Tuttavia, in alcuni anni, l'efficacia del vaccino è scesa al 10%, secondo i centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Ecco perché è necessario ottenere un vaccino che sia attivo contro tutti i ceppi del virus, in modo da poter assicurare una protezione che si avvicini al 100%.

Può essere mortale
Benché considerata un 'male di stagione', e per questo soltanto una malattia fastidiosa, in realtà l'influenza può essere anche molto pericolosa: si conta infatti che uccida annualmente da 250mila a 500mila persone in tutto il mondo. «E' ancora molto presto per risolvere questa minaccia globale di salute», ha dichiarato in proposito il dottor Wayne C. Koff, Presidente e CEO di The Human Vaccines Project, che finanzia la ricerca. L'Iniziativa per Vaccino Universale contro l'Influenza, sarà guidata da James Crowe Jr., direttore del Vanderbilt Vaccine Center e C. Buddy Creech, professore associato di pediatria e direttore della Vanderbilt Vaccine Research Programma nella Divisione delle Malattie Infettive Pediatriche. L'iniziativa prevede una serie di studi clinici sui vaccini contro l'influenza in popolazioni globalmente diverse a partire dal 2018. Dal canto loro, i ricercatori dell'Università della California a San Diego (UCSD), l'Istituto di ricerca Scripps, l'Istituto di Allergia e Immunologia di La Jolla, l'Istituto J. Craig Venter, l'Università della Columbia Britannica e il Laboratorio Nazionale di Lawrence Livermore condurranno un'ampia analisi di spettro dei campioni di sangue e tessuto da persone vaccinate e infette. Questi dati, accoppiati con modelli di simulazione computerizzata guidati dall'Intelligenza Artificiale, cercheranno di determinare perché alcune persone sono protette contro l'influenza mentre altri non lo sono. «Queste prove saranno tra gli studi clinici di ricerca più completi mai intrapresi – ha dichiarato Crowe – Determineranno come il sistema immunitario protegge da diversi ceppi di influenza in diverse popolazioni e Regioni geografiche del mondo e ciò che è necessario a un vaccino per generare un'immunità protettiva a lungo termine».

Un aiuto dalla tecnologia
«Fino a oggi – conclude il prof. Crowe – non abbiamo avuto gli strumenti biomedici e computazionali per sondare in maniera completa le caratteristiche complesse e dinamiche del sistema immunitario umano. Ma con la tecnologia di oggi possiamo decifrare i principi fondamentali sul modo in cui il sistema immunitario protegge le popolazioni vulnerabili e sviluppare una comprensione completa di come impedisce e controlla l'influenza per ottenere informazioni per lo sviluppo di un vaccino universalmente efficace».