19 novembre 2019
Aggiornato 06:00
Nanoparticelle contro il cancro

Arrivano le nanoparticelle che «bruciano» il cancro salvando i tessuti sani

Scienziati scoprono delle nano particelle in grado di auto-regolarsi che riducono o uccidono le cellule cancerogene senza intaccare i tessuti sani

Nanoparticelle contro il cancro
Nanoparticelle contro il cancro Shutterstock

La lotta contro il cancro è iniziata da molto tempo ma solo negli ultimi anni, scienziati di tutto il mondo, si stanno dando da fare per trovare una cura che possa essere realmente definitiva. Soprattutto sono in molti a cercare un’opzione alla chemioterapia, un sistema di cura che spaventa ancora troppa gente. Spesso più della patologia stessa. Ora, alcuni scienziati londinesi sembrano aver trovato una possibile soluzione per eradicare il cancro senza l’utilizzo di farmaci. Ecco di cosa si tratta.

Autoriscaldamento
La sorpresa, nella soluzione creata dagli scienziati, non è solo nell’utilizzo di una cura che non prevede l’utilizzo di farmaci. Ma anche di un metodo che agisca direttamente contro il cancro salvando i tessuti ancora intatti. Si tratta di minuscole particelle – nanoparticelle – in grado di penetrare all’interno di cellule cancerogene e riscaldarsi automaticamente. Questo stratagemma permette di ucciderle in tempi brevissimi.

Si estinguono da sole
Il lato positivo è che le nanoparticelle non rimangono a lungo nel nostro corpo ma sono in grado di auto-estinguersi non appena hanno fatto il loro dovere. In questo modo non danneggiano in nessun modo i tessuti sani. Secondo gli scienziati le nanoparticelle potrebbero essere utilizzare come parte di una terapia ipertermica contro la maggior parte dei malati di cancro.

La terapia termica funziona ma…
Da anni si sa che il calore è in grado di distruggere le cellule cancerogene, il problema sta nel fatto che tutte le terapie ipertermiche possono provocare danni anche a tessuti sani. Quella proposta dagli scienziati, al contrario, agisce solo dove necessario non provocando danni in altri sede corporee. In questo senso si distingue anche dalla chemioterapia. Le nanoparticelle, infatti, possono uccidere le cellule tumorali controllandole con la massima precisione ed emettendo un calore intorno ai 42-45 gradi celsius.

Riscaldamento automatico
Le nanoparticelle sono formate da zinco, cobalto, cromo e ferrite e sono di natura auto-regolante. Possono, cioè riscaldarsi automaticamente (e al momento giusto) raggiungendo un massimo di 45 gradi. È quanto emerge da un recente studio pubblicato su Nanoscale. Tutto ciò, secondo i ricercatori, potrebbe cambiare per sempre la cura nei pazienti affetti da cancro. «Se possiamo mantenere il trattamento del cancro a un livello di temperatura abbastanza alto per uccidere il cancro, ma abbastanza basso da evitare di danneggiare i tessuti sani, evitiamo i gravi effetti collaterali di un trattamento vitale per il paziente», ha dichiarato Ravi Silva, professore presso l'Università di Surrey del Regno Unito. Infine, concludono gli scienziati, le nanoparticelle presentano una tossicità bassissima ed è improbabile che causi danni permanenti al corpo come avviene con la chemioterapia.