17 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Pasta terapeutica

World pasta day: arriva la prima pasta contro le infiammazioni, funzionale e probiotica

Dal Crea la pasta terapeutica che fa bene all'intestino, al metabolismo e riduce gli stati infiammatori. Intanto, un italiano su 5 si fa la pasta in casa

Arriva la pasta funzionale e terapeutica
Arriva la pasta funzionale e terapeutica Shutterstock

ROMA – Il World Pasta Day celebra il piatto più famoso e amato dagli italiani: la pasta. E, in occasione dell’evento, dal CREA arriva la pasta ‘terapeutica’, o funzionale, che fa bene all’intestino essendo probiotica e promuovendo lo sviluppo di batteri buoni e fa bene al metabolismo – riducendo anche gli stati infiammatori. Insomma, una pasta che piace e gratifica il palato ma che è anche salutare. La pasta terapeutica è il risultato della ricerca condotta dal CREA, con il suo Centro di Cerealicoltura e Colture Industriali, nell'ambito di Passworld-Pasta E Salute Nel Mondo, il progetto triennale, finanziato in parte dal Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito dei bandi ‘Nuove Tecnologie per il Made in Italy’, si legge nel comunicato Crea.

Una pasta funzionale
Un cibo funzionale è uno di quelli che si ritiene avere proprietà ‘medicinali’, o comunque benefiche sull’organismo e la sua salute. La pasta del CREA arriva da Foggia, ed è stata prodotta in collaborazione con l'Università di Foggia, Parma e Verona, e 6 imprese della filiera pasta (produttori di sementi, mugnai, pastifici) tra cui la Rustichella D'Abruzzo, azienda capofila del progetto, ha messo a punto una pasta funzionale e altamente innovativa, capace di migliorare lo stato di benessere del consumatore, grazie all’aggiunta di ingredienti e componenti che conferiscono una valenza salutistica superiore a quelle già disponibili in commercio, precisa il CREA.

Come è stata prodotta la pasta
Il nuovo prodotto – sottolinea il CREA – è stato sviluppato a partire da un’innovazione del processo di macinazione, attraverso cui è stato realizzato uno sfarinato funzionale di grano duro, più ricco di vitamine, acidi fenolici e proteine di alta qualità. Grazie a una accurata calibrazione del processo di decorticazione e macinazione con molino a pietra, il grano duro ha mantenuto intatto il suo corredo di sostanze nutraceutiche, che sono state ulteriormente integrate con beta glucani di orzo (fibra dietetica solubile con effetti benefici su cuore e colesterolo). Ma soprattutto, per la prima volta nell’industria della pasta, sono state aggiunte direttamente agli impasti spore di batteri appartenenti al gruppo ‘spore forming lactic acid bacteria’ (SFLAB) individuati nei generi Bacillus, Brevibacillus,  Paenibacillus e Sporolactobacillus. Questi batteri, oltre a esercitare gli effetti benefici comuni alle specie probiotiche di batteri lattici, risultano particolarmente resistenti e capaci di rimanere a lungo vitali nel prodotto essiccato e nel prodotto cotto, fino al consumo, nonché di conservare la vitalità durante il passaggio nel tratto gastro-intestinale. Quindi in un unico alimento sono state racchiuse proprietà probiotiche (SFLAB) e prebiotiche (fibre, antiossidanti).

È buona e fa bene
Studi successivi svolti dai ricercatori hanno dimostrato che questa pasta presenta delle caratteristiche organolettiche di pregio (consistenza, aumento di peso) e un Indice Glicemico più basso rispetto alla pasta commerciale – si legge ancora nel comunicato – Inoltre i test clinici, condotti su un gruppo di volontari sani in sovrappeso, hanno evidenziato l'effetto positivo del consumo di questo prodotto su specifici marcatori metabolici e infiammatori del sangue, legati all’insorgenza di malattie cronico-degenerative. Infine, le analisi condotte sulle feci dei soggetti alimentati con la pasta funzionale hanno indicato che le spore del lattobacillo GBI‐30, 6086© sopravvivono in elevatissimo numero al transito gastro- intestinale e che sono in grado di colonizzare l'intestino, favorendo l'equilibrio della microflora del microbiota gastrointestinale che, secondo gli studi più recenti, gioca un ruolo fondamentale nella nostra salute e nella gestione del peso corporeo.

Pasta in casa per 1 italiano su 5
Se per la salute di tutti arriva la pasta funzionale, la Coldiretti fa sapere che in una famiglia su cinque (20%) si prepara pasta semplice o ripiena fatta in casa anche grazie all’aiuto delle nuove tecnologie. Questo quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione del World Pasta Day che si festeggia il 25 ottobre in tutto il mondo. Si registra – sottolinea la Coldiretti – un ritorno al passato rispetto alle prime fasi dell’industrializzazione e urbanizzazione del Paese quando la conquista della modernità passava anche dall’acquisto della pasta piuttosto che dalla sua realizzazione in casa. Una tendenza – precisa la Coldiretti - confermata dal boom delle pubblicazioni dedicate, dalle chat su internet, dal successo delle trasmissioni televisive e dai corsi di cucina anche nei mercati e negli agriturismi di Campagna Amica. Per gli italiani che dalle campagne e dai piccoli comuni affluivano nelle grandi città lasciare le tradizionali abitudini culinarie era una straordinaria e simbolica conquista del nuovo benessere mentre oggi con la riscoperta della genuinità come valore, il fatto in casa – continua la Coldiretti – torna a valere di più del prodotto acquistato. Si cercano con attenzione le farine, magari utilizzando quelle degli antichi grani storici italiani, e quando non è possibile fare da soli si cerca comunque nello scaffale il prodotto che richiama alla genuinità e alla tradizione come dimostra la decisa svolta nazionalista della pasta con la nascita e la rapida proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato al 100%. Gli italiani - conclude la Coldiretti - sono i maggiori consumatori mondiali di pasta con una media di 23,5 chili all'anno pro-capite ma l’Italia si conferma leader anche nella produzione industriale con 3,2 milioni di tonnellate, davanti a Usa, Turchia e Brasile.