Cronaca Livorno

Livorno, «Il medico mi dava della malata immaginaria», ma era un cancro. 50mila euro di danni

Un medico per quattro anni continua a dire alla sua paziente che non aveva niente. Ma a seguito di approfondimenti scopre che si trattava di un cancro

«Il medico mi dava della malata immaginaria», ma era un cancro
«Il medico mi dava della malata immaginaria», ma era un cancro (Andrey_Popov | Shutterstock)

Sembra incredibile che ai giorni nostri accadano ancora episodi di questo genere, invece è proprio così. Non solo spesso viene richiesto il risarcimento a causa di diagnosi errate – indicando la presenza di un tumore laddove non c’è – ma, ahimè, succede anche l’opposto. Una povera signora che si lamentava per un dolore alla gola, infatti, per ben quattro anni è stata dichiarata malata immaginaria. Invece aveva un cancro.

Ritorno a casa
La povera donna per ben quattro anni è stata rimandata a casa ogni volta che affermava di avere dolore alla gola. Per il suo medico curante, infatti, era solo ipococondriaca. Ma dopo quattro anni, a forza di esami, la verità è venuta fuori: aveva un carcinoma midollare della tiroide. Il che spiega il continuo fastidio.

I primi sintomi
Cominciano a presentarsi nel lontano 1993. È poco più una ragazzina: ha solo 24 anni. Purtroppo quel periodo era stato particolarmente disastroso per lei perché era appena uscita da una relazione importante. Come se non bastasse cominciava ad accusare uno strano dolore alla gola, ma il suo medico – dopo averla visitata – le dice di stare tranquilla. Il fatto che sembrava strano alla giovane donna è che si intravedeva una ghiandolina. Ma siccome aveva perso molto peso il suo dottore le dice che si era evidenziata a causa del suo dimagrimento ma che, sicuramente, c’era sempre stata.

È sicuro, dottore?
Passa il tempo e la donna è sempre meno convinta: a lei sembra che il fastidio aumenti e che la ghiandola aumenti di dimensioni, per questo motivo si reca più volte dal suo medico curante. Inizialmente il dottore continua a dirle che è una sorta di malata immaginaria, poi passa alla diagnosi di Toxoplasmosi e infine di Mononucleosi. «Mi fidavo di lui – racconta la ragazza a Il Tirreno – era un amico di famiglia e all’epoca era un’istituzione».

La diagnosi nel 1997
Il paradosso è che non è stato un medico tradizionale, ma un veterinario l’esperto che ha consigliato alla donna di eseguire un esame più approfondito. Ed è così che la donna si sottopone a ecografie che già di per sé le fanno sospettare qualcosa si anomalo. Poi la sentenza definitiva dopo la biopsia: si tratta di cancro ed era già grande tre centimetri. In ospedale i medici le pongono una domanda, apparentemente lecita: «Perché ha aspettato così tanto a farsi l’ecografia?».

Iniziano le cure
Come per tutti i malati di tumore, anche per la donna inizia una vera e propria Via Crucis. Inizialmente viene sottoposta a due interventi chirurgici e poi ricoverata a Livorno. Ma il tumore sembra non fermarsi, la malattia progredisce e cominciano a formarsi le metastasi anche al fegato.

Non si arrende
Nonostante le ricadute e le sofferenze la donna possiede dentro di sé una grande voglia di vivere e continua a combattere la sua battaglia. Poco prima dei quarant’anni diviene madre di una bambina. Ora sono passati 24 anni dai primi sintomi e la donna spesso deve ancora sottoporsi a cure, ma non si arrende. Per fortuna, la forza di vivere è tenace.

50mila euro di danni
Come è logico pensare, la donna non ha mai più voluto parlare con il suo medico di famiglia, anche se di cose – da dirgli – probabilmente ce ne sarebbero state molte. Persino in Tribunale ha rifiutato di ascoltare le sue giustificazioni. Ma finalmente, dopo tanti anni, è riuscita a vincere la sua battaglia legale grazie agli avvocati Riccardo Finockkì e Monica Pacetta. La Corte d’Appello di Firenze - si legge su Il Tirreno - ha riconosciuto la colpevolezza del suo medico curante ottenendo un risarcimento di 50 mila euro. Che, se ci pensiamo bene, forse non è poi così alto considerando le possibilità di cura che avrebbe avuto quattro anni prima.