Sostanze psichedeliche

Droghe psichedeliche, proteggono i neuroni dall’infiammazione e migliorano la memoria

Alcune sostanze psichedeliche sembrano proteggere i neuroni dall’infiammazione, migliorando al tempo stesso memoria e apprendimento grazie a una migliore funzionalità delle sinapsi

Sostanze psichedeliche per il cervello
Sostanze psichedeliche per il cervello (Luckakcul | Shutterstock)

Anche le sostanze psichedeliche sembrano avere qualche effetto positivo. A confermarlo è un team di scienziati brasiliani che è riuscito a costruire dei veri e propri mini cervelli al fine di osservare gli effetti di alcune molecole. Ecco i dettagli dello studio pubblicato su Nature.

Un potenziale nascosto
Le sostanze psichedeliche sembrano possedere un potenziale nascosto, che nessuno di noi si sarebbe mai aspettato. Ad asserirlo sono alcuni scienziati brasiliani dell’Università Federale di Rio De Janeiro, guidati dal professor Stevens Rehen, responsabile della ricerca presso il D’Or Institute for Research and Education (Idor). L’osservazione degli effetti delle molecole psichedeliche – per la prima volta – è stata resa possibile grazie alla realizzazione di cervelli umani in miniatura coltivati in provetta. Anche se sarebbe più corretto parlare di neuroni che imitano lo sviluppo di un cervello umano in 3 dimensioni.

Proteggono i neuroni
Secondo quanto è emerso dalla ricerca, le sostanze psichedeliche avrebbe delle vere e proprie potenzialità farmacologiche. Tra queste pare esserci un miglioramento della plasticità dei circuiti nervosi direttamente collegati a memoria e apprendimento. Ma non solo, alcune molecole sembrano essere in grado di proteggere i neuroni dall’infiammazione e dalla degenerazione.

Maggiori approfondimenti
«Il nostro studio evidenzia ancora una volta il potenziale clinico nascosto di queste sostanze che sono sottoposte a restrizioni legali, ma che meriterebbero maggiore attenzione da parte della comunità medica e scientifica», spiega il professor Rehen. È tuttavia importante sottolineare che non è la prima volta che alcuni scienziati sono riusciti a trovare effetti salutari nelle sostanze psichedeliche. Solo recentemente sono usciti alcuni studi sui benefici derivanti dall’ecstasy e dall’Lsd.

Il benessere nel veleno di un rospo
La risposta a molti dei nostri problemi potrebbe essere racchiusa nel veleno di un rospo. Gli scienziati hanno infatti testato una sostanza che appartiene alla famiglia delle triptamine, il cui nome è 5-MeO-DMT. Si tratta di un composto completamente naturale che si trova sia nel mondo vegetale che in quello animale. In particolare, pare essercene in abbondanza nel veleno di un rospo che vive ne deserto di Sonora.

Una sola dose
Durante lo studio, la droga è stata somministrata in una singola dose nei cervelli in miniatura coltivati in laboratorio. Al termine della somministrazione gli scienziati hanno eseguito una tecnica denominata spettrometria di massa. Grazie ad essa è stato possibile constatare come la molecola psichedelica sia in grado di modificare circa mille proteine presenti nel cervello. Il risultato finale consiste in un aumento della formazione e del mantenimento delle sinapsi. Si tratta di connessioni fondamentali per l’apprendimento e la memoria. Al tempo stesso pare diminuire alcune proteine che danno luogo all’infiammazione e ai processi degenerativi.

Una curiosità, la birra che potenzia il cervello
Nell’articolo completo pubblicato su Nature si legge che «le dimetiltriptamine sono molecole che si verificano naturalmente ipotizzate per essere coinvolte in stati alterati spontanei di coscienza come i sogni, l'immaginazione libera e la creatività». Pare che esse si trovino anche in bevande o alimenti conosciute dalla notte dei tempi. Una di queste è una birra chiamata Ayahuasca, termine che significa liana degli spiriti. «La popolarità di Ayahuasca come parte delle cerimonie religiose continua a diffondersi in Sud America e in altri paesi, forse a causa dei suoi forti effetti antidepressivi. L' ingestione di Ayahuasca è stata associata a miglioramenti cognitivi e cambiamenti strutturali del cervello in settori legati all'attenzione, al pensiero auto-referenziale e alla riflessione interna». La pozione base – che crea forti allucinazioni – si produce facendo bollire per diverse ore la liana Banisteriopsis caapi insieme alle foglie dell'arbusto Psychotria viridis. Il componente principale del decotto/birra è la DMT. Si tratta della stessa sostanza prodotta nel cervello umano dalla ghiandola pineale durante la notte nella fase REM del sonno e pare esserci fino a 24 ore dopo la morte.

[1] Short term changes in the proteome of human cerebral organoids induced by 5-MeO-DMT Vanja Dakic, Juliana Minardi Nascimento, Rafaela Costa Sartore, Renata de Moraes Maciel, Draulio B. de Araujo, Sidarta Ribeiro, Daniel Martins-de-Souza & Stevens K. Rehen