6 giugno 2020
Aggiornato 23:30
Ecstasy e stress post traumatico

Ecstasy contro lo stress: il farmaco rivoluzionario funziona come la cannabis

L’ecstasy o MDMA è stato appena approvato e inserito dall’FDA nella lista delle cure rivoluzionarie. Si potrà acquistare in farmacia per curare i disturbi da stress post-traumatico

Una novità che farà strabuzzare dallo stupore gli occhi di molti lettori. A breve sarà infatti disponibile in farmacia l’ecstasy a scopo curativo. In particolare il nuovo farmaco sembra essere utile per la cura dello stress post-traumatico. Ebbene sì: se non ci sono speranze di ripresa a seguito di traumi pare che l’unica soluzione arrivi da quella che fino a ieri era definita una sorta di droga: l’MDMA

Approvata dalla FDA
L'Americana Food and Drug Administration ha appena inserito l’ecstasy nell’elenco delle terapie consentite. L’MDMA, infatti, potrà tranquillamente essere prescritta dal proprio medico curante per curare disturbi psicologici derivanti da traumi. E non crediate sia il primo caso di questo genere perché recentemente anche la Ketamina è stata utilizzata per curare il disturbo Bipolare, mentre LSD sembra agire positivamente nei soggetti ansiosi.

Una terapia rivoluzionaria
Si chiama Breakthrough Therapy, ovvero terapia innovativa. Si tratta, in sostanza, di una cura che sfrutta l’utilizzo di un farmaco allo scopo di guarire una malattia grave o, potenzialmente, letale. Questo è uno dei motivi per cui l’ecstasy è stata inserita nell’elenco delle terapie rivoluzionarie: pare sia stata l’unica in grado di offrire benefici immediati e tangibili, rispetto ai farmaci precedentemente sperimentati.

Cosa accade in caso di disturbo post-traumatico
In seguito a un trauma o a un evento che la persona che lo vive lo identifica come tale, il paziente colpito può manifestare tutta una serie di sintomi importanti. Tra questi il rivivere continuamente la tragedia – per esempio un incidente o un atto di violenza. Ma anche avere pensieri persistenti, paure, sensi di colpa. In pratica la persona si trova in una sorta di tunnel da cui non riesce più a uscire e neppure a trovare la strada verso la luce. Ciò potrebbe portarlo a non svolgere più i suoi normali compiti, a non interagire normalmente con altre persone o a isolarsi completamente.

Ma cos’è l’ecstasy?
L’ecstasy, maggiormente conosciuta come MDMA o 3,4-metilenediossimetanfetamina, è una sostanza psicoattiva che appartiene al gruppo delle feniletilamine / metanfetamine. Possiede un effetto particolarmente eccitante ed entactogeno. Vengono quindi amplificati i sentimenti di amore e unione verso il prossimo, accompagnati da un aumento della disinibizione e scarsa capacità di giudizio. L’MDMA viene prodotto partendo dal safrolo, un composto naturalmente presente nell’olio di sassofrasso ma anche in alimenti ed erbe di uso comune: pepe nero, anice stellato, zafferano, noce moscata, cacao e vaniglia. L’ecstasy permette un maggior rilascio di noradrenalina, dopamina e serotonina che svolgono effetti benefici per il cuore.

L’ecstasy e il disturbo post-traumatico
L’MDMA agirebbe positivamente in caso di disturbo post-traumatico provocando nella persona che lo assume un effetto simile a quello che viene generato nei pazienti affetti da Alzheimer. Questo avrebbe lo scopo di sentirsi meglio, specie a livello di umore, con effetti positivi anche sui sentimenti. Va da sé che non è possibile assumere ecstasy senza il controllo del proprio medico curante.

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