22 maggio 2019
Aggiornato 21:30
Chikungunya a Latina

Chikungunya a Latina: è «maxiemergenza sangue»

Ancora nuovi casi di Chikungunya nel Lazio, già quattro a Latina nella giornata di ieri. Nel frattempo scarseggia il sangue e le disinfestazioni non sono state particolarmente efficaci

Chikungunya a Latina
Chikungunya a Latina ( Shutterstock )

Zika, Malaria, Dengue e Chikungunya. Quest’anno pare che le zanzare non vogliano proprio farci vivere sonni tranquilli. Sono tra gli insetti più minuscoli e insidiosi al mondo, tanto da poter essere considerati dei veri e propri killer silenziosi. I numeri delle persone contagiate da chikungunya nel Lazio continua a salire, l’allarme non si arresta e i cittadini temono sempre più per la loro salute. A tutto ciò si aggiungono amare conseguenze sul lato trasfusioni. Ecco tutti i dettagli.

Casi in aumento
I casi di febbre tropicale da Chikungunya non fanno altro che salire. Giovedì scorso ne sono stati registrati dieci e questa settimana se ne contano già altri quattro a Latina. Ma il Lazio pare non essere l’unica regione colpita: persone affette da chikungunya sono stati segnalate anche in Lombardia, più precisamente a Mantova, città in cui ha colpito una ragazzina di soli 13 anni. Tuttavia pare che – essendo di origine asiatica – abbia contratto la malattia nel suo paese prima dell’arrivo in Italia.

Pericolo donazioni di sangue
Le persone maggiormente a rischio non sono solo quelle che hanno contratto il virus, bensì anche quelle che hanno necessità di avere sempre sangue a disposizione. Il rischio è che la carenza di donazioni di sangue – e le relative sacche – possa provocare seri danni alle persone affette da malattie gravi. Per questo motivo il Centro Nazionale Sangue e l’Istituto Superiore della Sanità ha optato per delle raccolte straordinarie di sangue in molte regioni italiane.

Maxiemergenza sangue
«Le conseguenze sul sistema trasfusionale sono paragonabili a quelle di una maxiemergenza, sebbene non sia di tipo sanitario perché il virus raramente dà sintomi gravi». Avis e Croce Rossa stanno facendo di tutto per garantire alle persone che hanno bisogno di trasfusioni, il sangue di cui necessitano. Si impegnano per la causa scrivendo e telefonando ai potenziali donatori spiegando che al di fuori di Anzio e della Asl Roma 3 si può donare il sangue senza problemi.

Per ora la situazione è sotto controllo
Secondo quanto riportato dal personale ospedaliero, la situazione attualmente, è ancora sotto controllo. «C’è qualche disagio ma possiamo contare su una scorta di emocomponenti derivante da raccolte precedenti al periodo di contagio», ha dichiarato Mauro Montanari, responsabile del Servizio immunotrasfusionale dell’ospedale pediatrico di Roma.

Il parere di Lorenzin
Beatrice Lorenzin è dell’avviso che bisogna fare più disinfestazione per combattere il problema alla radice. «La Chikungunya è un virus che si trasmette da vettore e ogni anno ci sono stati dei casi. Il problema è la disinfestazione e noi, come ministero della Salute, abbiamo invitato gli enti locali ad effettuare la disinfestazione dalle zanzare. Bisogna disinfestare con forza e con convinzione e anche la tempestività può fare differenza in questi casi, laddove si manifesta il primo caso di contagio», spiega Lorenzin. Secondo le polemiche dei giorni scorsi, ci sarebbero stati dei ritardi con la disinfestazione. Infatti la richiesta era stata fatta all’Asl il 7 settembre, pare però che prima del 12 nessuno si sia mosso. D’altro canto la sindaca Virginia Raggi smentisce totalmente tali insinuazioni. Ritardi o meno, quello che è certo è che i casi non stanno affatto diminuendo, tutt’altro. E si spera che qualcuno prenda provvedimenti al più presto.