Una pillola per il diabete di tipo 1

Diabete: c'è una pillola sugar killer che riduce l'insulina e funziona

Entro un anno dovrebbe essere disponibile una nuova pillola che agisce sul filtraggio renale al fine di evitare che il glucosio rientri in circolo nel sangue. La scoperta del rimedio per ridurre l'insulina

La pillola killer per il diabete di tipo 1
La pillola killer per il diabete di tipo 1 (Piotr Adamowicz | Shutterstock)

Una pillola che si mangia lo zucchero. È questa la sorprendente scoperta tutta italiana che presto potrà cambiare la vita di molti pazienti diabetici. E i primi risultati ottenuti sono più che soddisfacenti: il farmaco è in grado di ridurre glicemia ed emoglobina glicata con una sola compressa. Ecco tutti i dettagli dello studio.

Il nuovo farmaco anti-diabete
Il suo nome è Sotagliflozin ed è il nuovo e promettente farmaco anti-diabete che sarà disponibile per tutti i pazienti nel giro di un anno. Basta una sola compressa - facilmente deglutibile - da assumere durante la mattinata e chi è affetto da diabete di tipo 1 potrà tenere sotto controllo i valori di glucosio ematico. Il tutto accompagnato da una dose di insulina che, tuttavia, potrà essere inferiore rispetto alla norma. Ma non solo: si potranno evitare sbalzi glicemici tipici dei pazienti affetti da diabete di tipo 1 ed episodi di ipoglicemia. Inoltre pare che la pillola favoriscs la perdita di peso e promuova la regolarizzazione della pressione arteriosa.

Lo studio
Durante lo studio – della durata di sei mesi - sono stati arruolati 1.402 pazienti con diabete di tipo 1 provenienti da oltre cento centri di ricerca di 19 paesi del mondo. Ha partecipato alla ricerca il professor Paolo Pozzilli, Ordinario di Endocrinologia e Malattie Metaboliche presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM). La molecola sotto osservazione è una parente stretta di due farmaci analoghi che già ben funzionavano per il diabete di tipo 2. Ora i ricercatori hanno voluto «verificare sperimentalmente se questa molecola, come le cugine validate per il diabete di tipo 2, possa avere effetti analoghi sulla mortalità anche nei pazienti con diabete giovanile», spiega Pozzilli.

Inibitore del riassorbimento del glucosio
«La sperimentazione ha accertato che questo nuovo farmaco, che fa parte della classe dei cosiddetti inibitori del riassorbimento del glucosio a livello renale, consentendo l’eliminazione attraverso le urine, è in grado di ridurre il suo assorbimento anche a livello intestinale. I pazienti che hanno partecipato al trial clinico, grazie all’assunzione di questa compressa hanno registrato una significativa riduzione del fabbisogno insulinico e un notevole miglioramento nei livelli dell’emoglobina glicata, che è indice di buon controllo del metabolismo: in particolare, il farmaco è riuscito ad abbassare la loro glicemia e a mantenerla stabile nonostante, nel contempo, fosse stato ridotto loro l’apporto d’insulina» - continua Pozzilli «Questo può significare un minor rischio di complicanze a lungo termine».

Perché normalizza anche la pressione
Si ottengono benefici anche sulla pressione arteriosa perché il farmaco agisce sul filtraggio renale. Questo processo fisiologico definito in medicina filtrazione glomerulare fa sì che il glucosio e il sodio vengano riassorbiti dal sangue rientrando in circolo. Questo avviene solo e soltanto se il livello glicemico non supera il valore di 180. In tali casi esiste una sorta di blocco del nostro organismo affinché la quota eccedente venga eliminata attraverso le urine o le feci. Il Sotagliflozin è in grado di agire direttamente su questo valore, riducendolo a 130. In questo caso vengono inibite due proteine - la SGLT1 e SGLT2 – che trasportano il glucosio e si evita che gli zuccheri rientrino in circolo nel sangue.

Cos’è il diabete di tipo 1
Il diabete di tipo 1 è anche chiamato diabete giovanile perché tendenzialmente si presenta fin dall’infanzia o, al massimo, nell’adolescenza. Molto raramente in età adulta. A differenza del tipo 2, viene considerata una malattia autoimmune. È infatti caratterizzata dalla produzione di anticorpi che distruggono le cellule Beta del Pancreas. Il compito di tali cellule è quella di produrre insulina. A lungo andare il corpo non è più in grado di produrre insulina manifestando uno stato costante di iperglicemia.