Tumori

Individuato biomarcatore dell'aggressività tumore della prostata

Ricercatori scoprono che la Metmorfina potrebbe ridurre l'aggressività del tumore alla prostata. Lo studio

Individuato marcatore del cancro alla prostata
Individuato marcatore del cancro alla prostata (Minerva Studio | shutterstock.com)

ROMA. - Individuato un biomarcatore di aggressività del tumore della prostata, la visfatina, i cui livelli aumentano in condizioni di ridotta presenza di ossigeno e si riducono con la metformina. Una condizione nota come 'ipossia' ovvero la mancanza di ossigeno, che può condizionare una maggiore aggressività dei tumori. Il tumore infatti lavora meglio 'in apnea' visto che la mancanza di ossigeno stimola l'espressione di una serie di geni che ne facilitano la progressione. Fra questi la visfatina.

Un aumento dei livelli di visfatina nel sangue si riscontra sia nell'obesità che in alcuni tumori, come il cancro della prostata. In questo studio, realizzato da Sebastiano Messineo e colleghi, in collaborazione con l'istituto IMIBIC di Cordoba (Spagna), sono state indagate le variazioni in relazione al trattamento con metformina (farmaco utilizzato nel trattamento del diabete di tipo 2 da oltre 50 anni), nei pazienti affetti da cancro della prostata. I risultati suggeriscono un ruolo della visfatina come possibile nuovo biomarcatore di aggressività del tumore della prostata.

"La nostra ricerca individua un nuovo meccanismo molecolare attraverso il quale la metformina può svolgere la sua azione anti-proliferativa in pazienti con cancro della prostata, un tumore relativamente frequente nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 e altre condizioni di insulino-resistenza - spiega il professor Antonio Brunetti, che ha coordinato lo studio - infatti, inibendo l'asse HIF1/visfatina, la metformina agirebbe ostacolando il metabolismo della cellula tumorale. Sono necessari ulteriori studi per valutare se un simile meccanismo può essere operativo in altri tumori più frequentemente associati alla malattia diabetica".