21 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
Appello ai no-vax

«Mia figlia non può essere vaccinata e può andare a scuola». L’appello di una mamma

Letizia è la mamma di Giulia, una bambina di appena quattro anni colpita misteriosamente da una grave immunodepressione. Lancia un appello in rete: la piccola potrebbe morire

Appello di una mamma per i vaccini
Appello di una mamma per i vaccini Shutterstock

Una bambina di soli 4 anni e un destino già indelebilmente segnato. Tutto inizia con la comparsa di lividi che, in maniera del tutto inspiegabile, si moltiplicano nel suo piccolo corpicino. Da qui scattano le visite mediche, le analisi e gli approfondimenti. Ma la diagnosi non è quella che un genitore vorrebbe fosse fatto alla propria figlia: è affetta da una grave forma di immunodepressione.

Un incubo iniziato quattro mesi fa
La mamma della piccola Giulia, di quattro anni e mezzo, alcuni mesi fa comincia ad allarmarsi. Ogni giorno compariva un nuovo livido sul corpo della figlia, senza che avesse avuto alcun tipo di trauma. Inizialmente sembrava tutto nella norma, ma poi, con il passare del tempo il pediatra sospetta che la bambina possa essere affetta da qualcosa di più serio. Richiede così alcuni approfondimenti diagnostici e le analisi del sangue evidenziano valori completamente anomali di piastrine, globuli rossi e globuli bianchi. Da quel momento la sua vita cambia per sempre e da ben quattro mesi non rivede più la sua casa.

Il ricovero ospedaliero
In un recente articolo apparso sul Corriere della Sera, si legge la triste storia di Letizia, mamma di una splendida bambina di quattro anni affetta da una marcata immunodepressione. La donna, dal mese di maggio, trascorre le notti accanto alla piccola Giulia che non ha ancora compiuto cinque anni. Al momento, infatti, è ricoverata nel reparto pediatrico del Bambin Gesù. Le cure consistono in trasfusioni di sangue e piastrine.

Non può vaccinarsi
Cosa abbia causato questa marcata immunodepressione nessuno lo sa con certezza. Alcune ipotesi vogliono che sia stato un virus a scatenare tutto questo. Al momento quindi, non potrà essere vaccinata e il timore dei genitori è che non appena uscirà da lì, la piccola non potrà andare in una scuola come fanno tutti i suoi coetanei. Se venisse a contatto con una malattia trasmessa da un bambino non vaccinato questo potrebbe causare un drammatico peggioramento del suo stato di salute. «È l'anello debole come tanti coetanei colpiti da malattie più gravi della sua. Sarebbe minacciata da malattie infettive che il suo organismo sguarnito di difese non potrebbe sopportare».

L’appello ai genitori
La mamma Letizia lancia quindi un appello a tutti i genitori no-vax: Giulia non può fare i vaccini e se sta a contatto con un bambino non vaccinato rischia la vita. «Pensate a storie come la nostra. Accettereste che vostro figlio fosse in pericolo? Se fossi la loro madre mi sentirei in colpa per non averli protetti. È un comportamento gravemente irresponsabile. Il rischio di effetti collaterali è niente rispetto al beneficio procurato da una lieve puntura al braccio. Non è vero che si tratta di farmaci impuri, anzi, mi hanno spiegato che vengono prodotti con regole di sicurezza molto rigide».

La fiducia nella medicina
La donna esorta tutti i genitori ad avere fiducia nella medicina perché non ci sarebbe alcun motivo per cui i medici dovessero essere in cattiva fede. «Sono commercialista, non scienziata, dunque credo nelle persone che hanno scelto la professione medica come i miei clienti si fidano di me. Se non ci fossero loro Giulia non potrebbe essere curata e restituita ad una vita spensierata».